Bollate, gli studenti dell’Istituto Primo Levi per un giorno in ospedale nel reparto di Cardiochirurgia.
Quattro studenti del Liceo e Istituto tecnico Primo Levi di Bollate hanno vissuto un’esperienza indimenticabile, immergendosi per un giorno nel mondo della Cardiochirurgia al Policlinico di Milano: il tutto è avvenuto a seguito di un corso sulla materia.
Bollate, studenti in ospedale al fianco dei cardiochirurghi
La giornata è iniziata con una riunione del team dei cardiochirurghi, dove hanno discusso e pianificato le terapie per i pazienti ricoverati. Questa è stata un’occasione unica per i ragazzi di comprendere l’importanza del lavoro di squadra e la complessità delle decisioni cliniche. Dopo il briefing, il gruppo si è recato nel reparto per assistere a medicazioni di ferite di seconda intenzione e alla rimozione di drenaggi toracici: i medici hanno spiegato minuziosamente ogni passaggio, rendendo chiari i motivi e le tecniche utilizzate.
L’emozione è cresciuta quando hanno raggiunto il settore di emodinamica, dove hanno assistito a coronarografie in tempo reale. I cardiologi hanno illustrato con grande professionalità le fasi dell’esame e l’importanza della diagnosi precoce delle patologie coronariche.
Il culmine della giornata è stato l’ingresso in sala operatoria, a due a due, per assistere a un complesso intervento di triplo bypass coronarico. L’atmosfera era carica di tensione e meraviglia. I ragazzi hanno ammesso di essere stati colpiti dalla precisione e dalla complessità dei gesti dei chirurghi, e di aver provato un profondo rispetto per la laboriosità dell’apparato cardiocircolatorio. Inoltre i due chirurghi operatori erano spesso disponibili a chiarimenti, nei momenti opportuni.
La giornata si è conclusa con l’analisi di un caso clinico in terapia intensiva. Medici e infermieri hanno risposto con entusiasmo alle numerose domande degli studenti, fornendo loro una visione completa e approfondita della gestione post-operatoria dei pazienti cardiochirurgici. I ragazzi, pieni di entusiasmo e nuove conoscenze, hanno lasciato l’ospedale con la mente aperta e il cuore colmo di emozioni, consapevoli di aver vissuto un’esperienza che ha arricchito il loro percorso di studi e le loro aspirazioni future.
Martina Ubaldino


