Bollate, Legambiente preoccupata per i grossi interventi in città.
Il circolo di Bollate di Legambiente torna ad accendere il dibattito su come Bollate sta cambiando con la realizzazione di nuovi insediamenti sia residenziali sia di terziario.
Tre sono i grossi interventi che si prospettano per Bollate e proprio su essi punta la sua attenzione il circolo ambientalista presieduto da Marco Moschetti: la realizzazione del Data center tra Cassina Nuova e Cascina del Sole, l’enorme insediamento di abitazioni e tre case per anziani nell’area At3 tra via Don Uboldi e la Varesina (in parte già in fase di costruzione) e la riqualificazione dell’area ex Ceruti. Legambiente le analizza una per una.
Bollate, Legambiente preoccupata sui grossi interventi in città, ecco quali sono
1- La realizzazione di un Data center di una certa dimensione nell’area verde tra Cascina del Sole e Cassina Nuova (Ambito 12) a ridosso dell’A52, là dove qualche anno fa si voleva costruire un centro commerciale. L’Amministrazione cittadina ha dato una sua prima approvazione al progetto e su di esso si è svolta recentemente una conferenza di servizio. Dal verbale di tale conferenza emerge che Città metropolitana e Regione Lombardia esprimono perlomeno perplessità e dubbi sulla collocazione di questa struttura su suolo libero e adiacente ad un importante corridoio ecologico previsto nei piani metropolitani.
Aggiungiamo che un Data center consuma molta energia e richiede sistemi di sicurezza adeguati. Tra l’altro poche settimane fa Regione Lombardia ha emanato una direttiva specifica sui Data center, invitando a privilegiarle per il loro insediamento i siti dismessi e da recuperare piuttosto che le aree verdi. L’Amministrazione bollatese ne terrà conto? Noi speriamo vivamente che questo accada”.
2- Progetto di recupero area ex Ceruti. Tutto al momento tace. Brutto o bel segno? Noi auspichiamo che questo tempo sospeso sia utilizzato per ripensare a fondo il progetto presentato in prima battuta e che come Legambiente abbiamo giudicato banale e deludente: un supermercato di medie dimensioni, 8 palazzi, poco verde fruibile. Su proposte di cambiamento del progetto (via il supermercato che porta traffico, ridimensionamento del numero dei palazzi, ipotesi di una struttura per l’infanzia, più verde pubblico…) abbiamo raccolto firme insieme a 2 liste civiche locali -firme perlopiù raccolte nel quartiere di Madonna in Campagna- e consegnate in Comune a maggio e abbiamo scritto comunicati. L’Amministrazione bollatese tempo fa aveva annunciato una seconda assemblea pubblica sul recupero dell’area ex Ceruti, ma ormai siamo alla vigilia del periodo vacanziero. Tutto rimandato all’autunno? Lo ripetiamo con forza: in ogni caso si rimetta mano in modo strutturale al progetto”.
3- Ambito 3, il nuovo quartiere in via di realizzazione tra Ospiate e Baranzate. Un altro spazio a verde di non piccole dimensioni che è stato sacrificato a pure logiche edificatorie. In più questo nuovo quartiere, nel quale sarà presente anche una casa di riposo (in realtà dal progetto sono tre. Ndr), sorge vicino ad un’azienda chimica classificata a rischio. Purtroppo questo Ambito ha ormai un suo iter realizzativo avviato. Chiediamo che sia fatto di tutto affinchè l’intera area edificata sia in linea con i requisiti massimi di sostenibilità ambientale”.
“Da un’Amministrazione di centrosinistra – conclude Legambiente – ci saremmo aspettati molta più coerenza con la linea “green” che a tutti i livelli, nazionale, regionale e metropolitana, quest’area politica a parole professa. Le scelte urbanistiche a Bollate vanno in tutt’altra direzione. E non crediamo di essere noi gli strabici”.
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