Bollate, Marco Balzano curerà “BookCity Milano ‘26”.
La notizia è arrivata nei giorni scorsi e lo scrittore l’ha condivisa subito sui suoi canali social: sarà Marco Balzano a curare il programma della quindicesima edizione di BookCity Milano, in programma dal 23 al 29 novembre 2026. Una nomina che conferma Balzano tra le voci più autorevoli della letteratura italiana contemporanea. BookCity è infatti una delle più importanti iniziative culturali dedicate al libro e alla lettura, sostenuta dal Comune di Milano.
Lo scrittore di Bollate, Marzo Balzano, curatore di BookCity Milano 2026
Durante la manifestazione, la città ospita incontri con autori, presentazioni, reading, mostre e seminari, tutti dedicati alla promozione della cultura e della narrativa. “Sono molto felice di questa notizia e consapevole dell’impegno che comporta. Sono orgoglioso di poter fare la mia parte per Milano, cercando di costruire, insieme al gruppo che mi ha nominato, qualcosa di inclusivo e coinvolgente – ha commentato Balzano dopo la nomina da parte della Fondazione BookCity Milano – È chiaro che da soli non si va lontano: la prima cosa che farò sarà ascoltare e valorizzare chi ha delle idee. La porta è aperta. L’unica volontà che mi anima è realizzare qualcosa di nuovo per chiunque pensi ancora che le storie e le parole possano offrire uno sguardo più complesso su noi stessi, sul mondo e sul nostro tempo”.
Lo scrittore succede a Oliviero Ponte di Pino ed Elena Pucciarelli, responsabili del programma fin dalla prima edizione. “Ringrazio anch’io, da autore più volte presente a BookCity, i curatori che mi hanno preceduto, perché, come tanti altri scrittori in questi anni, ho beneficiato della loro professionalità”, ha aggiunto. Per Balzano è un periodo particolarmente intenso. Il 3 marzo, infatti, al Piccolo Teatro di Milano ha debuttato lo spettacolo “Resto qui”, tratto dall’omonimo romanzo pubblicato nel 2018.
Il libro racconta la storia di una coppia di sudtirolesi di lingua tedesca, diventati italiani al termine della Prima guerra mondiale, nella Curon della Val Venosta, attraversando gli anni del ventennio fascista e la costruzione della diga che sommerse il paese, lasciando emergere soltanto la punta del campanile come memoria permanente dell’accaduto. Sul palco, Arianna Scommegna e Mattia Fabris interpretano i protagonisti, Trina ed Erich, con la regia di Francesco Niccolini. Un nuovo traguardo che si affianca all’importante incarico milanese, confermando il legame tra l’autore bollatese e il panorama culturale nazionale.
Manuela Miceli


