Bollate, parla il testimone oculare che ha incastrato il killer di don Beppe Diana.
Mattinata intensa quella di giovedì 4 aprile per i ragazzi delle scuole secondarie del comprensivo Brianza, che hanno avuto la possibilità di incontrare il giornalista Raffaele Sardo e Augusto Di Meo, fotografo e testimone oculare dell’omicidio di mafia di don Beppe Diana avvenuto per opera del clan del Casalesi il 19 marzo 1994. Un prete che aveva deciso di opporsi fermamente alla camorra in un territorio devastato quale quello di Casal di Principe, supportato da amici e parrocchiani.
Bollate, parla il testimone che ha incastrato il killer di don Beppe Diana: la sua storia
Per una casualità Augusto Di Meo quella mattina si trovava in compagnia dell’amico sacerdote dal quale era passato per gli auguri dell’onomastico e per una fatalità non è stato colpito da uno dei colpi sparati dal killer e diretti al prete dietro al quale lui si trovava.
Augusto ha visto in faccia il killer di don Giuseppe Diana
Augusto ha visto bene in faccia il killer Giuseppe Quadrano e non ha avuto dubbi nel correre a fare la denuncia che gli avrebbe cambiato la via: trasferito sotto protezione a Spello per quattro anni, testimone in diversi processi e tuttora sotto stretta sorveglianza negli spostamenti. Augusto Di Meo però non ha dubbi e ha dichiarato davanti ai ragazzi rimasti quasi senza parole dopo la sua coraggiosa e toccante testimonianza, che rifarebbe tutto.
Il testimone dell’omicidio del 1994 ha parlato ai ragazzi delle scuole secondarie di Bollate
Presenti alla mattinata la preside Taffuri, l’assessora Ida De Flaviis, Michele Grillo presidente dell’associazione Davide il drago che con i fondi del progetto “Altre abilità” ha finanziato economicamente l’incontro, e Silvia Gissi presidente dell’associazione “Peppino Impastato e Adriana Castelli Milano” che ha organizzato l’incontro in sinergia con la scuola.
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