Palcoscenici vuoti, sipari abbassati, dalla platea nessun applauso. A un anno dalla chiusura con lo scoppio della pandemia, i teatri italiani riaccendono per qualche ora le proprie luci. Dalla Scala di Milano al San Carlo di Napoli, dal Donizetti di Bergamo al Giuditta Pasta di Saronno; sale grandi e piccole si sono illuminate lunedì 22 febbraio nella protesta silenziosa “Facciamo luce sul teatro!” organizzata dall’Unita – l’Unione nazionale interpreti teatro e audiovisivo.
A Bollate, da una settimana in zona rossa, il cinema teatro “Don Bosco” conta 272 posti, ridotti ad 80 per il contingentamento. La riapertura in sicurezza ad ottobre, giusto il tempo di proiettare 4 film. Poi come spiega il custode, Roberto Bruschetta, tutto si è nuovamente spento. «Qui eravamo una trentina di persone – racconta – tutti volontari tra cineoperatori e cassieri. E’ desolante vedere una struttura che funzionava benissimo e adesso non si riesce più a ripartire».
In tempo di pandemia il teatro continua a vivere. Ne è sicuro Omar Mohamed, presidente della Scuola di teatro Gost di Bollate: «Il teatro è incontro e condivisione – dice – soprattutto dopo un anno di fermo e di lontananza delle persone il teatro può ricucire, rimettere insieme i rapporti e dare la possibilità di ritrovarsi soprattutto alle fasce più deboli, ai ragazzi, ai bambini agli adolescenti».
Tra gli aderenti all’iniziativa c’era anche Monia Nuzzi, associazione MoviTeatro, che ha riacceso lo spazio teatro Rem sempre a Bollate. «Siamo un luogo di appoggio di accoglienza per tutte le persone che vogliono avere a che fare col teatro. Questa iniziativa ci ha dato l’occasione di pensare veramente alla luce, dopo questo buio che ci ha bloccato per mesi».
Luci accese anche al Teatro Giuditta Pasta di Saronno con interventi in video di attori e musicisti a sostegno dei lavoratori. Secondo una ricerca della Siae i dati per lo spettacolo dal vivo sono drammatici: 70 per cento di eventi in meno, con conseguente calo di ingressi ed introiti. dagli attori, tecnici, scenografi, costumisti: i lavori del settori soffrono perché spesso dimenticati dalla platea di ristori. «L’Italia sia il mio primo paese d’Europa a riaprire teatri e i cinema», ha detto il ministro della Cultura Dario Franceschini. Tra le ipotesi allo studio di governo e comitato tecnico scientifico biglietti nominativi, mascherine Ffp2 e distanziamenti.
«Quando c’è stata l’occasione di riaprire – dice Monia Nuzzi – i teatri lo hanno fatto con molta accortezza rispettando tutte le regole. Penso che questa cosa sia replicabile quindi nel momento in cui ci verrà data la fiducia e la possibilità di riaprire noi saremo in grado di fare il nostro lavoro in sicurezza».
Claudio Agrelli
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