Bollate, truffa dei caloriferi, “C’è una sostanza corrosivi!”: via oro e gioielli.
Un acido corrosivo dentro l’impianto di riscaldamento condominiale. E’ questo l’inganno che settimana scorsa hanno escogitato dei truffatori per derubare una coppia non più giovane: 72 anni lei, 81 lui, che vivono nella zona del centro sportivo di via Verdi. E’ successo giovedì scorso poco dopo le 10 del mattino.
La dinamica della truffa dei caloriferi
I due coniugi, persone molto attente e che conoscono il pericolo delle truffe, stavano rientrando a casa quando all’ingresso del palazzo si sono trovate un individuo (che evidentemente era in attesa di individuare le vittime giuste) con abiti da lavoro e strumenti in mano. “Buon giorno, vi stavo aspettando – ha detto l’uomo educatamente – ho provato a bussare alla vostra porta, ma non rispondeva nessuno… Sto facendo un controllo in tutto il condominio per un problema all’impianto di riscaldamento”.
In sostanza, il truffatore ha spiegato che era entrato un liquido corrosivo nell’impianto e che perciò doveva individuare in quali termosifoni si fosse annidato, per poi intervenire e rimuoverlo. Ma era pericoloso per gli oggetti in oro e in altri metalli, per cui era necessario toglierli da armadi e casseforti e metterli all’aperto. Li ha così invitati a riporli sul letto. Detta così è facile capire che è una truffa, ma dovete capire che il falso tecnico ha costruito tutta una scena per rendere credibili le sue parole: prima ha finto di parlare animatamente con un cliente al telefono, poi ha usato un apparecchio che effettivamente si metteva a suonare quando si avvicinava ai termosifoni, sostenendo che il problema corrosivo era proprio lì, poi ha usato termini tecnici per confondere le due vittime…
Fatto sta che alla fine, spaventando i coniugi sulla gravità della situazione, li ha tratti in inganno. I due hanno effettivamente riposto gli oggetti in oro sul letto, ma senza perdere d’occhio l’uomo affinché non ne approfittasse per rubare l’oro. Ma non potevano sapere che l’uomo aveva un complice nascosto: il finto tecnico e i due coniugi si sono spostati a controllare il balcone, ma evidentemente la porta di casa era rimasta aperta, così un complice dev’essere entrato, è andato furtivamente in camera e ha preso i gioielli, che erano i ricordi di una vita, per poi sparire.
Rientrati in casa, i coniugi, visto il problema, hanno chiamato l’amministratore del condominio, ma il malvivente ne ha approfittato con una scusa per allontanarsi ed è sparito. Poco dopo marito e moglie si sono accorti del furto, ma ormai era troppo tardi. La moglie, arrabbiatissima per l’accaduto, parla di “esseri immondi che hanno truffato e derubato delle persone oneste” e non manca di minacciare una “maledizione” ai delinquenti a meno che si pentano e restituiscano il maltolto.
Piero Uboldi




