Una camminata, a Cascina del Sole a Bollate, per ricordare Omar Bassi, il ragazzo morto lo scorso anno dopo un pestaggio fuori da una discoteca di Origgio.
Omar Bassi aveva 23 anni, abitava a Cascina del Sole di Bollate insieme con la sua famiglia: il 5 agosto del 2024 è morto all’ospedale di Reggio Calabria. Qualche giorno primasecondo la famiglia, il giovane aveva subito un pestaggio da parte dei buttafuori mentre si trovava, in compagnia degli amici, a trascorrere una serata in un locale di Origgio. A seguito delle botte subite, Omar si era recato al pronto soccorso dell’Ospedale di Garbagnate, ma dopo essere stato sottoposto a una tac era stato dimesso con una prognosi di tre giorni. Poi le vacanze, da trascorrere nella sua amata Calabria, ma da li Omar non aveva più fatto ritorno a casa a Bollate: era morto per emorragia cerebrale. Da allora la sua famiglia e i suoi amici chiedono giustizia e che sia fatta chiarezza su quanto accaduto. Per questo, martedì 5 agosto, a un anno dalla morte, la famiglia una camminata per le vie di Cascina del Sole.
Qui sotto il video di Rob.One
La mamma: “Gli amici di Omar non mi hanno mai fatto sentire sola”
Giusy Sala, la mamma di Omar, non ha mai smesso di cercare la verità su quando accaduto al figlio: “Ieri già alle 20, il cortile di casa nostra in via Montegrappa era stracolmo di persone – racconta – Li ho sentiti tutti vicini, come lo sono stati in questo anno terribile. Gli amici di mio figlio hanno chiesto giustizia, che se ci sono colpevoli siano condannati, è giusto che paghino per quello che hanno fatto. Molti amici di Omar erano in vacanza, ma ogni giorno mi fanno sentire la loro vicinanza e questo mi motiva ad andare avanti”.
Quel ragazzo che faceva musica e cantava i suoi sogni
Giusy, al termine della camminata nella piazza del Comune, ha trovato la forza per leggere queste parole, molto toccanti: “Caro Omar, è passato un anno, ma per tutti noi è ancora ieri. Ieri, quando giocavi sorridente con i tuoi amici. Ieri, quando facevi musica e cantavi i tuoi sogni. Ieri, quando offrivi il tuo aiuto ai più fragili, nel bar della scuola, con la generosità di chi sa ascoltare e comprendere. Oggi il vuoto che hai lasciato si fa sentire ogni giorno. Ci accompagna in un cammino difficile, ricco di rabbia e sentimenti contrastanti. Ma è proprio quel vuoto che ci spinge ad andare avanti, a non rassegnarci, a pretendere verità e giustizia. Un’ansia profonda assale tutti, soprattutto quando constatiamo che i tuoi assassini sono ancora liberi. Sereni, come se nulla fosse accaduto, mentre continuano a svolgere incarichi di ‘sicurezza’. Quella notte non fecero sicurezza. Quella notte fu un servizio di morte. Ti hanno aggredito in dieci, con violenza, con armi, con brutalità. Ti hanno tolto la vita con viltà, e ti hanno strappato a tutti noi. Da quel momento, in chi ti ha amato è nato un bisogno essenziale di: giustizia, verità e dignità”.
L’avvocato: “Le indagini continuano, avremo giustizia”
A settembre riprenderanno le indagini. L’avvocato della famiglia, Francesco Maraia, è molto vicino alla famiglia e farà di tutto affinché sia fatta chiarezza: “Le indagini continuano – spiega – ma il dolore, quello sì, resta vivo, identico, ogni giorno. In questo lungo cammino abbiamo però incontrato qualcosa di potente: una solidarietà sincera, fatta di presenze, parole, sguardi. La vicinanza di amici, studenti, insegnanti, mamme, istituzioni. Tutti uniti nel chiedere ciò che è giusto: che venga fatta chiarezza, che si giunga finalmente al tempo della responsabilità. La strada davanti a noi è ancora lunga, ma quel giorno arriverà. Il giorno in cui Omar entrerà in un’aula e non sarà più solo un nome fra tanti, ma un volto, una storia, una verità che chiede ascolto”.
Manuela Miceli
Sfoglia l’edizione digitale del notiziario su Pc, smartphone tablet, direttamente dal nostro sito
http://edicola.ilnotiziario.net
Condividi questo articolo!
Perché alcuni articoli non sono firmati?
Perché sono il risultato di un lavoro collettivo.
Dietro ogni notizia su queste pagine, ci sono giornalisti che da oltre 30 anni raccontano con passione la cronaca locale.
Quando un articolo non porta una firma, è perché è frutto del nostro impegno condiviso: un’informazione costruita insieme,
con la serietà che ci contraddistingue.
Edicola digitale | Canale Telegram




