Cani senza guinzaglio, “ricordini” disseminati un po’ ovunque e – fondamentalmente – noncuranza dei padroni degli animali, nel portarli nelle aree verdi cittadine e nei parchetti. Come in via Fleming a Bollate. Sono numerose le segnalazioni delle condizioni in cui sistematicamente si ritrova il parchetto, frequentato da molti bollatesi con il proprio amico a quattro zampe.
Parchetti di Bollate: ignorati i cartelli di cani al guinzaglio
Nonostante i cartelli apposti in zona ricordino ai frequentatori dell’area di tenere al guinzaglio i propri cani, la modalità di fruizione dello spazio non sempre risulta impeccabile. Tanto che c’è chi lamenta il fatto di non poter nemmeno frequentare il parchetto, per il fatto che molti animali sarebbero lasciati liberi dai padroni. Che, se sollecitati sul rispetto delle regole, si limiterebbero ad annotare “che tanto il mio cane è buono”. Quello dei cani al guinzaglio nei parchetti di Bollate, insomma, è un tema sentito e percepito con differenti sensibilità.
Non solo i cani senza guinzaglio: gli altri divieti ignorati
La ridda di interpretazioni sull’uso del buon senso, ancor prima che delle regole, genera differenti posizioni. Quasi mai conciliabili tra loro. Così, tra chi invoca una maggior presenza delle forze dell’ordine a tutela di tutti i frequentatori dei parchi, c’è chi si appella alla tolleranza nei confronti degli animali e alla necessità di concedere libertà anche ai cani. Nel calderone dei due partiti ci finisce di tutto: a partire dalla mancata osservanza di altre regole (come dei divieti di sosta non rispettati o del conferimento dei rifiuti nei cestini), quale che il mal comune mezzo gaudio sia una regola per stemperare le inosservanze. O chi, al contrario, sottolinea che le aggressioni tra animali o addirittura lo scorrazzare libero di questi possa portare. Come è successo a una donna, a far sì che una bambina si trovasse a tu per tu con un cane affamato e agitato, attirato dal panino al prosciutto che la piccola teneva tra le mani.
Redazione web
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