Da Caronno Pertusella arriva un grande esempio di giustizia sociale: sono stati pignorati i conti correnti dei cittadini che non pagano le tariffe e la mensa scolastica. Una quarantina quelli bloccati nel corso del 2019 da una società esterna incaricata del recupero crediti, per importi che variano dai mille ai 2mila euro.
Ci sono tante famiglie che non pagano Imu, Tasi, Tari e i buoni pasto della mensa scolastica, tanto che l’evasione si aggira sui 700mila euro all’anno (il 10%), incuranti di recare un danno alla collettività. Per questo gli amministratori comunali, nell’ultimo consiglio comunale, riferendosi ai disonesti, non a chi ha reali possibilità di pagare, non li hanno chiamati furbi ma ladri.
In tema di pignoramento dei conti correnti, l’amministrazione caronnese ha precorso i tempi rispetto alle norme che da quest’anno rendono più facile per i Comuni il recupero crediti. In cosa consiste le novità introdotta, dal primo gennaio 2020, dalla nuova Legge di Bilancio? Mentre prima (come nel caso di Caronno) si dovevano attendere i lunghi tempi della cartella esattoriale per poter avviare le procedure esecutive e cautelari, oggi basta l’atto di accertamento che contiene l’ingiunzione (senza necessità dell’iscrizione a ruolo del debito). Quando il contribuente (o meglio non contribuente) riceve la richiesta di pagamento, ha 60 giorni di tempo per saldarlo: se entro questo termine non presenta ricorso, l’atto diviene subito esecutivo e l’ente pubblico può procedere col pignoramento dal conto corrente della somma dovuta. Vale anche per le multe.
Della vicenda si è occupato anche il Tg4, che ha fatto un servizio intervistando la gente e il sindaco Marco Giudici. Lo trovate cliccando qui
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