Il caso di Doretta Graneris e la strage di Paderno Dugnano. C’è un filo rosso che unisce i due fatti di cronaca, nonostante i tempi siano differenti: l’efferatezza di omicidi in famiglia. In queste ore, in tanti stanno rintracciando le stesse analogie.
Il caso di Doretta Graneris: chi era
Il caso di Doretta Graneris riporta al 1975 nella provincia di Vercelli. La ragazza appena 18enne uccide cinque persone della sua famiglia: i genitori Itala Zambon (41 anni) e Sergio Graneris (45 anni), i nonni Romolo Zambon (79 anni) e Margherita Baucero (76 anni) e Paolo Graneris (13 anni), il fratello. Gli insegnanti del liceo artistico di Novara che la ragazza aveva frequentato la descrissero come “educata, rispettosa, di sani principi religiosi… I genitori le volevano un bene dell’anima”, come riporta Wikipedia. La sera del 13 novembre 1975 Graneris e il fidanzato si recarono in casa dei genitori di lei accompagnati da una terza persona, e uccisero tutti a colpi di pistola. Il terzo partecipante, Antonio D’Elia aveva avuto una relazione con Graneris; inizialmente D’Elia avrebbe dovuto compiere gli omicidi, per garantire un alibi ai giovani, ma alla fine si accordò per svolgere solo il ruolo di “palo” ed autista.
La strage di Paderno e le analogie con il caso Graneris
Dopo quasi 50 anni dal caso di Doretta Graneris, ci sono tante analogie con la strage di Paderno Dugnano che ha sterminato la famiglia Chiarioni. La ragazza di Novara aveva 18 anni, al killer reo confesso di Paderno mancavano 4 settimane alla maggiore età. Anche in questo caso, la strage è avvenuta in famiglia. Il ragazzo ha ucciso fratellino, madre e padre nel cuore della notte. Senza un’apparente causa scatenante, anche in questo caso lascia sgomenti l’efferatezza e la totale freddezza avuta verso i componenti della propria famiglia. Tornando indietro di qualche anno, ci sono analogie anche con il duplice omicidio di Novi Ligure: Erika e Omar, i due fidanzati che uccisero la mamma e il fratellino di lei.
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