Presidio del Nuovo Fronte Italiano fuori da quello che sarà il nuovo centro islamico di Paderno Dugnano. Sabato pomeriggio si sono dati appuntamento una ventina di rappresentanti.
Presidio del Nuovo Fronte Italiano fuori dal centro islamico di Paderno
“Ci rivolgiamo ai cittadini di Paderno: alzatevi e manifestate, perché questa moschea diventerà la più grande d’Italia”. Inizia da qui il discorso dei manifestanti fuori dalla struttura di via Meda a Palazzolo. Un paio di mesi fa, la proprietà è passata dai Testimoni di Geova all’associazione islamica che gestirebbe anche la moschea di viale Padova a Milano.
“Qui si troveranno persone a pregare che non saranno controllate: è un dato di fatto perché le forze dell’ordine non possono verificare se sono in regola”, sostengono i manifestanti. Sono una ventina arrivati anche dalla provincia di Bergamo. “Perché sono state bloccate le manifestazioni pacifiche e la libertà di espressione, lo chiediamo alla Sindaca”. L’attacco ad Anna Varisco è per il presidio che alcuni residenti avevamo organizzato a inizio della protesta: bloccato a poche ore dalla convocazione per mancanza di permessi.
Il Nuovo Fronte Italiano a Paderno
“Siamo un gruppo di persone apolitiche anche se siamo fortemente sovranisti. Siamo apolitici e ci identifichiamo nella sola bandiera italiana”, dicono durante il presidio fuori dal futuro centro islamico. “Vogliamo difendere i valori culturali sociali italiani perché quelli italiani sono stati superati nel nome dell’inclusione. Oggi sentirsi italiani è quasi una colpa”. Intanto, il centrodestra ha formalizzato la richiesta di un consiglio comunale aperto per parlare del centro islamico aprendo il dibattito alla cittadinanza. Al momento però non è ancora stata calendarizzata la data: l’unica in vista è quella del 24 luglio in cui sono previste due interrogazioni proprio sulla questione del centro islamico.
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