Cesate, truffa whatsapp per rubare dati personali e bancari.
In un mondo del lavoro sempre più indi difficoltà e con bollette sempre più care, un’entrata extra, magari senza fare troppa fatica, sarebbe davvero una prospettiva allettante, e potrebbe essere anche facile credere a chi propone un lavoro e guadagni facili, anche solo per “provare” e poi fermarsi se non soddisfatti. È proprio su questo punto che alcuni truffatori insistono, evitando di dire però che quello che interessa è il primo step di accettazione dell’ignaro malcapitato, che comunica così i suoi dati a questi malintenzionati.
Cesate, truffa whatsapp per rubare dati personali e bancari: come funziona
Negli scorsi giorni una cesatese ha raccontato l’ennesima truffa in cui, non solo non è cascata, ma che ha anche documentato con alcuni screenshot direttamente dal suo telefono cellulare. La dinamica è molto semplice, ci si ritrova inseriti in un gruppo di whatsapp, in questo caso il nome della chat era “Youtube AQ18” creata e popolata da numeri sconosciuti con prefissi delle Filippine e degli Stati Uniti, in breve la donna si è trovata sommersa da messaggi e inserimenti di nuovi numeri, di cui molti italiani, e si è vista fare una proposta davvero allettante da quella che si è presentata come “azienda che lavora con società youtube che sono disposte a pagare per aumentare la loro esposizione”.
La prova del like su Youtube nella nuova truffa che viaggia tra WhatsApp e Telegram
Poi, in chat ha “rivelato” di essere una “speciale divisione della Warner Bros”, celebre casa di produzione e distribuzione cinematografica americana che ovviamente è del tutto estranea a questo tipo di offerte ma che probabilmente è stata scelta proprio perché difficile da contattare dagli utenti per una verifica: l’offerta era decisamente allettante, 5 euro per vedere un video e mettere un “like” su Youtube, una prova per poi poter iniziare a collaborare in maniera più corposa e arrivare a guadagni ingenti come 100-300 euro per un’ora o un’ora e mezza di lavoro al giorno.
La donna, avendo avvertito che si trattava di una truffa, non è intervenuta nelle conversazioni ma ha seguito attentamente le azioni degli altri presenti: da una parte i numeri con prefisso americano che chiedevano informazioni e inviavano la prova del “like” e la successiva prova del pagamento scrivendo in un italiano non proprio fluente, e dall’altra una fetta di utenti con prefisso italiano che dopo aver manifestato chi in maniera più educata, chi meno le proprie perplessità, sono stati prontamente eliminati dal gruppo.
Richieste di “like” da prefissi telefonici internazionali in gruppi di conversazione WhatsApp
Ma come possono questi truffatori sottrarre dati sensibili ai presenti in una chat? Sfruttando i “contatti complici” che fingono di superare la prova e ottenere la ricompensa, spingono le persone ignare a provare, sottolineando che di fatto non costa nulla, ma se invece funziona e il pagamento viene ricevuto, i guadagni possono essere davvero una buona nuova entrata.
In questo modo, il malcapitato che cede nell’inganno, mette il famigerato “like” e poi viene invitato a contattare il referente spostandosi su un’altra piattaforma meno rintracciabile come Telegram, dove viene proposto un secondo compito prima del pagamento, e ovviamente per ricevere il bonifico è necessario inserire i propri dati, compresi i dati bancari e il gioco è fatto. Per questo è sempre bene diffidare da chi propone regali o guadagni facili e non comunicare mai i propri dati sensibili.
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