Cinque rapine in tre giorni, tutte nel raggio di poche centinaia di metri, nel quartiere Bovisa di Milano: la Polizia ha arrestato un insospettabile bancario. Protagonista di questa vicenda è G.C., 48 anni, impiegato di banca, mai un precedente penale.
Negli ultimi mesi la sua vita era entrata in crisi: si parla di problemi familiari, separazione, cocaina e debiti di gioco, secondo quanto riferisce corriere.it. Una spirale che lo ha portato, tra il 29 settembre e il 1° ottobre, a trasformarsi in un rapinatore improvvisato.
Bancario rapinatore nel quartiere Bovisa di Milano
Il primo colpo è avvenuto il 29 settembre, alle 19, in un solarium di piazzale Lugano. L’uomo, a volto scoperto, ha puntato una pistola scacciacani contro la commessa, minacciandola finché non ha ottenuto circa mille euro. Le telecamere lo riprendono chiaramente, ma il volto non risulta negli archivi delle forze dell’ordine.
Due giorni dopo, la sequenza si accelera: quattro colpi nella stessa giornata, uno solo tentato. Alle 6 del mattino rapina un bar di via degli Imbriani, portando via 250 euro. Indossa un cappellino mimetico e un giubbotto facilmente riconoscibile. Alle 11.30 entra in una farmacia di piazza Bausan: arriva in bicicletta, si mette in fila e al proprio turno estrae l’arma, ottenendo 150 euro. La sera tenta una rapina in un fast food della stessa via, ma la commessa fugge. Cinquanta minuti dopo, colpisce una gelateria di via Varchi, dove arraffa 600 euro.
Tutte le vittime sono donne, dettaglio che non passa inosservato agli inquirenti. La dinamica dei colpi — identici, goffi, nello stesso perimetro — convince la polizia che l’autore viva in zona. Gli agenti setacciano il quartiere e il 6 ottobre lo individuano in via Acerenza: sta pedalando in bici, indossa abiti simili a quelli ripresi dalle telecamere.
Viene fermato e portato in questura. La perquisizione nella sua cantina porta al ritrovamento dei vestiti usati durante le rapine e della pistola scacciacani. I riconoscimenti delle vittime completano il quadro. Per l’uomo scatta l’arresto e si chiude così, nel modo più amaro, la vicenda di un uomo precipitato nel giro di poche settimane in una deriva incontrollata.
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