La guerra in Iran potrebbe avere effetti immediati sul traffico aereo nei cieli d’Europa: primi segnali da 4 aeroporti italiani.
La crisi in Medio Oriente arriva a bussare ai gate dei nostri aeroporti. Il blocco quasi totale dello Stretto di Hormuz, causato dalle tensioni belliche tra Iran, Israele e Stati Uniti, ha fatto scattare i primi allarmi rossi per il traffico aereo europeo. La situazione è critica: il 9 aprile arriverà a Rotterdam l’ultima petroliera carica di carburante per aerei (cherosene) proveniente dal Golfo Persico. Dopo quella data, l’Europa si troverà a gestire una carenza senza precedenti.
Italia: primi razionamenti in 4 aeroporti
In Italia la tensione è già realtà. Secondo quanto rivelato oggi da Corriere.it, uno dei principali fornitori, Air BP, ha emesso dei bollettini ufficiali (Notam) segnalando che la disponibilità di carburante è ridotta o limitata almeno fino al 9-10 aprile. Gli scali coinvolti sono:
- Milano Linate
- Venezia (Marco Polo)
- Bologna
- Treviso
Il limite dei 2.000 litri per il rifornimento degli aerei
Negli aeroporti di Venezia, Bologna e Treviso le regole sono diventate severissime. La precedenza assoluta viene data ai voli sanitari e di Stato. Per tutti gli altri, il limite massimo di rifornimento è fissato a 2.000 litri.
Perché è un problema? Anche se 2.000 litri sembrano molti, per i classici aerei di linea (come gli Airbus A320 o i Boeing 737 usati dalle low cost) bastano a malapena per un’ora di volo. In pratica, un aereo che parte da Venezia per la Sicilia potrebbe non avere abbastanza cherosene per il ritorno se non si è rifornito abbondantemente prima di atterrare.
Mentre negli altri aeroporti italiani la situazione sembra per ora sotto controllo grazie ad altri fornitori (come Eni, Shell o Total), la vera sfida riguarda tutta l’Europa. Con la chiusura di Hormuz, le rotte del petrolio sono interrotte. L’ultima nave cisterna attesa nel porto di Rotterdam per il 9 aprile segna il confine tra la gestione dell’emergenza e il rischio concreto di voli a terra in tutta l’estate.
I consigli per chi deve viaggiare
Al momento i voli non sono stati cancellati, ma le compagnie aeree sono costrette a fare “tankering”: caricare molto più carburante negli scali dove è disponibile per evitare di restare a secco in quelli “razionati”.
Cosa rischiano i passeggeri?
Ritardi: le operazioni di rifornimento più complesse possono rallentare le partenze.
Scali tecnici: alcuni voli potrebbero dover fare una sosta non prevista per fare rifornimento in aeroporti non soggetti a restrizioni.
Costi: la scarsità di cherosene potrebbe far lievitare il prezzo dei biglietti nelle prossime settimane.
La speranza è che la diplomazia internazionale sblocchi le rotte marittime nel Golfo, ma per ora il consiglio è uno solo: monitorare costantemente lo stato del proprio volo.




