Data Center, ancora polemica: “Cesate insieme” richiede tutti gli atti.
L’ipotesi di realizzare un data center nel quadrante nord di Cesate torna a dividere la politica locale e a tenere banco nel dibattito cittadino. Quella che per l’amministrazione comunale, guidata dal sindaco Roberto Vumbaca, è un’occasione di sviluppo e un introito economico importante, per l’opposizione è un progetto che rischia di trasformarsi in un impattante “ecomostro” con gravi incognite ambientali e paesaggistiche.
Data Center, il 2024
La discussione è emersa con forza nella primavera del 2024, durante la presentazione del Piano di Governo del Territorio (Pgt). Il Sindaco Roberto Vumbaca ha messo l’accento sui benefici economici del progetto: “Il data center porterebbe al bilancio della nostra comunità circa 6 milioni e 500mila euro” ha dichiarato, aggiungendo che “opporsi significa non volere il bene di Cesate”. Vumbaca inquadra l’infrastruttura come una moderna “biblioteca tecnologica” necessaria, con l’obiettivo di rendere Cesate “protagonista per il prossimo futuro”.
A suscitare le maggiori perplessità è stata nel tempo la Variante generale al Pgt, approvata dalla Giunta, che ha introdotto modifiche sostanziali per l’area industriale. Le concessioni prevedono una deroga alle altezze dei manufatti, che passano da 10 metri a 13 metri, e un incremento della superficie coperta dal 45% al 55%. Per l’insediamento specifico del data center da parte di privati, l’altezza massima è stata ulteriormente innalzata fino a sei piani.
Il gruppo di opposizione, prima Cesate libera e solidale, poi confluito in Cesate insieme, contesta l’idea di un impatto ambientale nullo. Sottolineando che i data center richiedono elevate quantità di energia elettrica per alimentare i server e, cruciale, grandi volumi di acqua per i processi di raffreddamento, un consumo che smentirebbe la tesi dell’impatto zero. Cesate Insieme, pur non essendo pregiudizialmente contraria all’idea di un data center, è fermamente contraria alla costruzione di un “ecomostro” alto sei piani, per giunta (un po’ come a Bollate) non in un’area dismessa da recuperare, ma in un’area oggi ancora verde, sebbene destinata dal Pgt a industriale.
Data Center a Cesate, a situazione oggi
Oggi l’opposizione torna sulla questione e richiede gli atti e tutta la documentazione relativa al progetto, annunciando una vigilanza totale per tutelare il territorio e l’interesse pubblico. L’azione del gruppo consiliare nasce dalla necessità di fare piena luce sulle procedure di autorizzazione in corso: “Vogliamo leggere ogni carta, capire cosa è previsto davvero e verificare se ci siano criticità,” si legge nella nota del gruppo. L’elenco dei documenti richiesti è esteso e mira a coprire ogni aspetto dell’intervento, da quello urbanistico a quello economico e ambientale: documenti urbanistici come la proposta di piano attuativo, schede d’ambito, bozze di convenzione e mappe dell’intervento; documenti ambientali tra cui le relazioni preliminari e le verifiche dettagliate su aria, rumore, traffico e paesaggio, con particolare attenzione alla vicinanza del Parco delle Groane; aspetti tecnici ed economici, tra cui planimetrie, sezioni, render, i quadri economici che includono stime delle opere promesse per la collettività e le necessità di potenziamenti per energia e acqua e chi ne sosterrà i costi; infine sono state richieste anche le visure societarie del proponente e tutti gli atti comunali collegati. Cesate insieme ha chiarito che l’impegno è quello di studiare attentamente ogni documento per poi raccontare ai cittadini con parole comprensibili quanto emerso. Se dovessero emergere problemi o criticità, verranno portati in Consiglio comunale e all’attenzione della cittadinanza con proposte chiare. L’approccio, come sottolineato dal gruppo, sarà basato su “fatti, numeri e responsabilità alla luce del sole,” escludendo preclusioni ideologiche o mera contrapposizione politica, ma agendo unicamente per la salvaguardia degli interessi dei concittadini.
Data Center, il rendernig
Un’ulteriore osservazione sollevata da Cesate insieme riguarda poi la presentazione visiva del progetto e i rendering ufficiali, che attenuerebbe la percezione del volume dell’edificio. Nei materiali diffusi, il fronte del data center appare coperto da una “cortina di alberi fuori scala”, con chiome alte quasi quanto la struttura. “Le decisioni pubbliche meritano immagini che mostrino il progetto com’è, non come potrebbe essere immerso in una foresta amazzonica,” conclude il gruppo, ribadendo la sua intenzione di vigilare e informare costantemente.
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