L’ecomostro di Caronno Pertusella? C’è dell’interesse in alcuni operatori a completarlo. Lo annuncia il sindaco al Tg3 Lombardia che ha dedicato un servizio nella giornata di venerdì 16 agosto.
L’ecomostro di Caronno Pertusella
Da oltre 10 anni due strutture incombono nella zona residenziale di via Trieste a Caronno Pertusella. Tutto risale al 2006 in cui è stata firmata la convenzione con il Comune per tre lotti: oltre 20mila metri quadrati, un centinaio di appartamenti. Tutto poi si ferma per un contenzioso ancora aperto tra costruttori e banche. Il cantiere diventa terra di vandali e writer. “La viviamo con ansia questa situazione: c’è sempre un via vai di ragazzini che salgono ai piani più alti”, spiega un residente al Tg3 Lombardia. “Specialmente agli ultimi piani si sentono sempre dei disastri”. Le incursioni sono segnalate da molti e a conferma ci sono scritte spray sui muri anche ad altezze considerevoli. “Prima o poi qualcuno si fa male”, fa eco un altro residente.
QUI IL SERVIZIO DEL TG3 LOMBARDIA SULL’ECOMOSTRO DI CARONNO PERTUSELLA
Una via d’uscita per l’ecomostro: parla il sindaco
La svolta dopo un decennio potrebbe essere finalmente vicina. “Ci sono operatori interessati a intervenire e ultimare le opere in corso”, dice il sindaco di Caronno Pertusella, Marco Giudici. Il nuovo progetto prevede volumetrie ridotte per gli altri due lotti. Ora rimane l’incognita dei tempi per vedere finalmente ultimate queste torri residenziali. “Sono abbastanza ottimista. Non dico che domani iniziano i lavori, ma la proprietà ci ha presentato un atto ricognitivo che porterà alla definizione del nuovo progetto”.
L’allarme vandalismi e incursioni
Quello che rimane è l’allarme per i vandalismi e le continue incursioni nell’area di cantiere. Anche noi poche settimane fa ne abbiamo parlato: il dato di fatto è che l’area dismessa ex Lalac non è stata mai davvero sigillata completamente. Basti pensare alle tante volte che gli extracomunitari senzatetto sono stati visti scavalcare la cinta su via Trieste. “Probabilmente i genitori non sanno dove sono i figli, né che rischiano di piangerli dovesse accadere qualcosa di grave”, è opinione diffusa. Da parte sua, l’amministrazione civica ha sempre avvisato la società titolare dell’area dismessa affinché intervenisse, ma i ragazzi continuano a rompere le reti.
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