È giunto all’undicesimo giorno lo sciopero dei lavoratori che effettuano le consegne a domicilio per il servizio e-commerce di Esselunga, un’azione che sta coinvolgendo diversi presìdi nei magazzini di smistamento dei prodotti.
Sciopero dei driver di Esselunga, disagi con il servizio di spesa a domicilio
La Filt Cgil Monza e Brianza, insieme alle delegazioni della Filt Cgil Lombardia, ha organizzato un presidio davanti alla sede legale di Esselunga a Pioltello. La protesta, che si inserisce in uno sciopero lungo 11 giorni, riunisce i lavoratori addetti alle consegne delle spese a domicilio, i quali da tempo rivendicano il riconoscimento delle problematiche legate alla sicurezza e alle condizioni lavorative.
Dal fronte sindacale, la richiesta è chiara: Esselunga dovrebbe impegnarsi per garantire ai suoi clienti una spesa a domicilio sicura e comoda senza trascurare le esigenze e i diritti dei lavoratori. Secondo il segretario generale della Filt, Giovanni Riccardi, l’azienda deve “migliorare le condizioni di lavoro e i salari”, oltre a riconoscere ufficialmente mansioni come il facchinaggio, finora non adeguatamente retribuito. Le critiche si concentrano anche sull’impiego di furgoni fatiscenti e sul rispetto delle normative contrattuali, elementi ritenuti imprescindibili per la sicurezza di chi opera nell’ultimo miglio delle consegne.
Esselunga ha messo i cassa integrazione 200 dipendenti dei magazzini per far fronte allo sciopero dei driver
Esselunga, dall’altra parte, evidenzia una situazione operativa altrettanto difficile. In una nota del 25 aprile, l’azienda ha sottolineato come lo sciopero, indetto dalla Filt Cgil Milano, abbia compromesso la capacità di garantire un servizio efficiente nell’area di Milano, penalizzando in particolare anziani e persone fragili. La crisi ha portato Esselunga ad attivare la cassa integrazione per oltre 200 dipendenti dei magazzini, una misura che, secondo l’azienda, si è resa necessaria per evitare gravi sprechi alimentari e per salvaguardare l’operatività del servizio.
“Esselunga – replica Riccardi – invece di aprire la cassa integrazione a 200 operai diretti dei magazzini, provando a dividere il fronte tra lavoratrici e lavoratori, riveda le tariffe economiche con le società in appalto e paghi quanto dovuto”
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“Il servizio e-commerce di consegna al piano è un settore in crescita, bisogna far crescere i diritti e i salari delle lavoratrici e dei lavoratori degli appalti”, conclude il segretario generale della Filt in Brianza.
Da un lato, le richieste dei sindacati riflettono la necessità di rivedere le condizioni economiche e organizzative dei lavoratori degli appalti, in linea con quanto previsto dal CCNL del Trasporto Merci. Dall’altro, Esselunga ribadisce il suo impegno nel garantire un servizio di qualità, pur evidenziando le difficoltà organizzative emerse in un contesto di proteste diffuse che stanno mettendo a rischio l’efficienza dell’intera filiera logistica.
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