E’ stato molto partecipato, ieri sera 27 febbraio a Origgio, il consiglio comunale aperto alla cittadinanza sul futuro dell’area dismessa ex Novartis, dov’è solo questione di tempo perché vi trovi posto una società di logistica.
Consiglio aperto sull’ex Novartis: le proposte dei cittadini
A richiederlo, attraverso una petizione di 170 firme, è stato il Comitato Prospettive ex Novartis, che ha richiamato una moltitudine di persone: l’aula consiliare era gremita di cittadini, fra i quali spiccavano esponenti ecologisti e i sindaci di Saronno Augusto Airoldi, di Caronno Pertusella Marco Giudici e di Uboldo Luigi Clerici.
Ex Novartis, a Origgio consiglio aperto, in sala anche i sindaci di Saronno, Caronno Pertusella e Uboldo
Tutti a dire la loro con una serie di interventi che richiamavano l’attenzione su questioni fondamentali: l’approccio a progetti come questo, che coinvolgono un ampio territorio, dev’essere sovracomunale (senza guardare al proprio orticello); serve istituire un tavolo di confronto coi cittadini, che vanno tenuti informati dei passi amministrativi; ascolto e collaborazione di tutti sono due principi imprescindibili; l’ambiente della zona, uno dei più inquinati d’Europa, va tutelato in ogni modo possibile unendo le forze. In definitiva i cittadini e gli ambientalisti erano tutti concordi nell’affermare che, anche se l’area è privata e acquisita da un fondo internazionale, ci siano margini di azione per il Comune per chiedere tutele ambientali che superino il mero profitto.
Consiglio aperto sull’ex Novartis: l’impegno del sindaco
Il sindaco Evasio Regnicoli ha ricordato che sta seguendo l’iter progettuale da quando ha appreso che Novartis avrebbe lasciato Origgio, tanto da avere chiesto e ottenuto un incontro con l’amministratore delegato: “Non siamo un’amministrazione che si arrende facilmente, anzi è tenace – ha tenuto a dire – Il problema è capire quali siano i mezzi più efficaci per salvaguardare il territorio, quali passi possiamo compiere concretamente evitando vertenze legali che sarebbero costose”.
I dettagli nel servizio sul Notiziario in edicola venerdì 3 marzo
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