Fuggito dalla Libia, oggi vende fiori a Cesate: la storia di Billal, esempio di integrazione.
Ha un sorriso per tutti e tutti ricambiano il suo sorriso. Si chiama Billal Fokir, ha 41 anni ma un viso da ragazzo e lo si vede ogni giorno passando davanti al cimitero di Cesate, sempre impegnato a tenere in ordine la sua bancarella di fiori e piante. Eppure dietro a quel sorriso c’è una storia drammatica, quella di un percorso inaspettato che l’ha portato in Italia, per salvarsi la vita e iniziarne una nuova. Billal è arrivato qui nel 2011, ma non era nei suoi programmi questa destinazione.
La fuga dalla Libia nel 2011: “La povertà mi faceva più paura delle bombe”
“Me ne ero andato dal mio paese, Khulna in Bangladesh, dove c’è tanta povertà, e lavoravo in Libia. Sembrava che andasse tutto bene, ma nel 2011 è scoppiata la guerra (quella che ha portato alla caduta di Mu’ammar Gheddafi n.d.r.) e chi ha potuto è scappato. Non volevo ritornare in Bangladesh, non aveva senso, volevo aiutare la mia famiglia e a casa non c’era nessuna opportunità di lavoro.
La povertà mi ha fatto più paura della possibilità di una fuga che poteva costarmi anche la vita e ho accettato di partire per l’Italia via mare. Sono stato fortunato e sono arrivato a Lampedusa e da lì poi mi hanno trasferito in Sicilia al centro di Manduria”.
La trafila burocratica è proseguita, fino a far giungere Billal a Saronno con altre dieci persone, e proprio a causa del suo evidente e comprovato stato di rifugiato dopo un anno la Questura di Varese gli aveva concesso i documenti e il permesso di soggiorno.
“Mi avevano dato una casa, nell’attesa, e quando ho avuto i documenti l’ho lasciata ed ho iniziato a cercare lavoro. Al principio è stato faticoso, vendevo fiori nei locali, mi davo da fare per potermi mantenere e sono andato ad abitare a Caronno Pertusella. Sono stato accolto bene, perché vedevano che ero lì per lavorare, poi è arrivata l’occasione del chiosco davanti al cimitero di Cesate nel 2014 e l’ho presa subito al volo. Da lì ho capito che le cose iniziavano a cambiare davvero per me”.
Dal chiosco di Cesate alla famiglia a Caronno: “Qui è la mia casa”
Lavora tanto Billal, si ferma anche fino a tardi a preparare le ordinazioni, ma non lo fa più solo per lui, infatti sua moglie lo ha raggiunto qui nel 2019 e ora la famiglia è cresciuta con l’arrivo di due bambini. “Loro vanno alla scuola materna di Caronno, una scuola cattolica, ma anche se siamo musulmani non è un problema, è una buona scuola, accogliente per tutti. Ci siamo integrati bene, le persone sono cordiali, se hai voglia di lavorare qui ci sono le possibilità. Ho ancora qualche parente in Bangladesh, ma non penso di tornare là, ora questa è la mia casa e spero presto di avere anche la cittadinanza, nel Paese dove sono nati i miei figli.
Maria Grazie Gotelli




