Spaccio nel Parco delle Groane, ogni giorno spesi 500mila euro in droga, tra Garbagnate, Bollate, Solaro, Senago, Cesate e altri comuni del nostro territorio.
La scorsa settimana, in seconda serata è andata in onda su RaiTre una puntata della serie “Il presidio”, che con Claudio Camarca racconta attraverso dettagliati video il lavoro delle forze dell’ordine sul territorio nel combattere la criminalità.
La puntata è stata dedicata all’azione del Gruppo dei Carabinieri di Rho guidato dal Tenente colonnello Emanuela Rocca per combattere l’enorme problema dello spaccio di droga nel Parco delle Groane, un fenomeno che tocca tutti i comuni che hanno territori nel Parco, ma è stato mostrato anche un blitz compiuto proprio a Garbagnate lo scorso settembre.
Garbagnate, 500mila euro al giorno dallo spaccio di droga.
La prima parte del servizio ha fatto vedere l’accurata organizzazione degli spacciatori nei boschi delle Groane: c’è chi vende in pochi secondi la droga al cliente in auto a bordo strada, ma dietro a tutto ciò, ben nascosta nella boscaglia, c’è la base dove vengono pesate e confezionate le dosi, in una sorta di catena di montaggio protetta da gente armata di machete e di sbarre di metallo: pericoloso avvicinarsi. I Carabinieri hanno compiuto un blitz smantellando una di quelle aree. Non hanno trovato nessuno, perché erano già fuggiti dato che il parco è ampio, gli spacciatori hanno le vedette e appena fiutano l’arrivo dei militari si lanciano nei boschi e spariscono.
L’attività dei carabinieri contro lo spaccio di droga nel Parco delle Groane
Nella seconda parte il servizio ha mostrato un blitz effettuato dai militari in un residence proprio di Garbagnate Milanese, all’interno del quale – hanno spiegato gli stessi carabinieri in Tv – abitano alcuni degli spacciatori che si danno il cambio nelle Groane. Si tratta di un blitz che fu fatto realmente qualche mese fa a Garbagnate vicino alla piazza del mercato, quando furono controllati numerosi appartamenti alla ricerca di nordafricani spacciatori.
Il maresciallo Giuseppe Gallo (che attualmente è il comandante della caserma di Novate) nel servizio ha spiegato che lo spaccio viene effettuato quasi 24 ore al giorno per cui gli spacciatori devono darsi il cambio e devono avere alloggi dove riposare. Per questo si è organizzato il blitz nel residence. In un appartamento abitato da alcuni marocchini sono comparsi migliaia di euro che i nordafricani ospiti hanno detto di non sapere da dove arrivassero, mentre altri hanno detto che sono i loro risparmi. Peccato che nessuno avesse un lavoro regolare.
Poi dalle tasche di una giacca sono comparse dosi di cocaina. Alla fine del controllo sono stati sequestrati 15mila euro e 10 dosi di cocaina e diversi stranieri sono stati condotti in caserma per il fotosegnalamento.
Le piazze di spaccio nel Parco delle Groane rendono 70-80mila euro ciascuna
Nella successiva parte del servizio i Carabinieri hanno reso noti i dati dello spaccio che avviene nelle Groane, e sono dati allucinanti: preparatevi. Una singola piazza di spaccio nelle Groane riesce a fare un incasso di 80-90mila euro al giorno, nelle Groane ci sono 7 o 8 piazze di spaccio, per cui ogni giorno gli spacciatori nelle Groane incassano 5-600mila euro di denaro liquido.
Ogni giorno. Dato che lo spaccio avviene 356 giorni all’anno, stiamo parlando di almeno 180 milioni di euro di denaro liquido che ogni anno esce dalle tasche dei drogati (di ogni classe sociale, sia chiaro) per finire nelle mani di queste bande di nordafricani, dietro alle quali spesso c’è la ‘ndrangheta.
QUI LA PUNTATA DE “IL PRESIDIO” DEDICATA ALLO SPACCIO DI DROGA NEL PARCO DELLE GROANE
Amaro il commento affidato a Nando Dalla Chiesa: “Che mondo sta diventando?”, ha detto. La puntata de “Il presidio” di RaiTre andata in onda sabato sera si è conclusa con le immagini dell’arresto di uno spacciatore nei boschi delle Groane: il carabiniere che lo ha fermato ha rimediato un morso a un braccio, graffi e botte. Lo ha preso, certo, ma dopo poche ore sarà stato rimpiazzato da qualcun altro. Una lotta impossibile? Forse, ma i Carabinieri ci provano. Il vero problema è la massa di cocainomani italiani che dilapidano le loro risorse per acquistare la droga e far prosperare questa criminalità.
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