Garbagnate e Bollate, non è ancora del tutto risolta l’emergenza che si è creata negli ospedali, a causa dell’attacco hacker che ha subito il sistema informatico dell’Asst Rhodense.
Un attacco che, secondo alcuni siti specializzati in cybersecurity ha avuto tra gli effetti quello della diffusione in rete di una grande quantità di dati sensibili di pazienti degli ospedali coinvolti.
I tecnici stanno procedendo con la bonifica degli oltre duemila computer che sono risultati infettati dal virus e man mano tutti i servizi stanno tornando alla normalità.
Per fare il punto della situazione abbiamo parlato direttamente col Direttore generale di Asst Rhodense, Marco Bosio, il quale tra l’altro ci spiega che l’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale intervenuta subito dopo l’attacco ha spiegato che un hackeraggio così violento non si era mai visto in una struttura ospedaliera in Italia.
Garbagnate e Bollate: attacco hacker negli ospedali: parla il Direttore generale
Qual è la situazione?
“Siamo ancora nella fase emergenziale – ci spiega il Dg Bosio – ma diverse cose sono andate a posto. La fase ambulatoriale non l’abbiamo mai sospesa, abbiamo avuto problemi tecnici sui macchinari per qualche giorno. La differenza è che adesso stiamo facendo tutto a livello manuale”.
Ci sono stati segnalati problemi per chi aveva fatto esami nei giorni precedenti l’attacco…
“Gli esami non sono andati persi, ma a causa dell’attacco non siamo stati in grado di ricostruire perfettamente i cognomi di chi li aveva fatti”.
Il Pronto soccorso è tornato pienamente operativo?
“Sì, da lunedì il Pronto soccorso è tornato del tutto operativo, anche per le ambulanze”.
Che cosa non funziona ancora?
“Non va ancora il centro di prenotazione e il sistema per i pagamenti dei ticket. Contiamo di risolverli nei prossimi giorni. La priorità è stata riattivare l’attività sanitaria ordinaria. Il disastro è stato molto rilevante perché il danno è stato fatto all’intera struttura informatica”.
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