Garbagnate, Hiv: dopo quarant’anni è ancora emergenza.
Sono passati ormai quarant’anni da quando cominciò a diffondersi il virus dell’Hiv, con la piaga dell’Aids. Fu una vera e propria emergenza allora, con tanti morti e tante persone che ancor oggi ne portano le conseguenze. Ma com’è la situazione oggi? E’ tutt’altro che tranquilla.
Nonostante siano trascorsi oltre 40 anni dal primo caso identificato e la scienza e la ricerca abbiano fatto passi da gigante, i dati forniti dall’Istituto Superiore di Sanità dimostrano come esista ancora un numero elevato di persone che vengono a conoscenza del proprio stato di positività all’Hiv (che circola ancora) con grave ritardo, in genere alla comparsa di sintomi o sospette patologie correlate. Tutto ciò dipende da: scarsa informazione, il perpetuarsi di percezioni sul “non appartengo a categorie a rischio e quindi non potrò mai avere l’Hiv” ed alla paura dello stigma legato alla sieropositività.
Garbagnate, Hiv: dopo quarant’anni è ancora emergenza
Ad affrontare la questione è la dottoressa Luisa Muggiasca, direttrice di Ginecologia e Ostetricia dell’ospedale di Garbagnate, che spiega come oggi i giovani e gli over 50 sono oggi sono tra le categorie maggiormente a rischio. “Ragazzi e ragazze sono più vulnerabili, non solo per la tendenza ad avere rapporti promiscui senza protezione ma anche perché poco informati – spiega – Molte infatti sono le fake sulle infezioni sessualmente trasmesse, in generale, e sull’HIV in particolare. Tanti giovani, infatti, esprimono il timore che un bacio possa trasmettere l’infezione o che zanzare e altri insetti possano fare da veicolo, si interrogano sui rischi dell’aver condiviso una bibita, del cibo, di aver frequentato bagni pubblici, e non conoscono quali sono in realtà i veri comportamenti a rischio. Né sanno a chi rivolgersi per avere informazioni sicure”.
“Pochi sanno dell’esistenza di strategie di prevenzione, come la profilassi pre-esposizione e la profilassi post-esposizione, cioè l’assunzione di farmaci che permettono di ridurre, in caso di comportamento a rischio, la probabilità di contrarre il virus – spiega ancora la dottoressa – Gli over 50 rappresentano una fascia di età nella quale le segnalazioni di infezione da Hiv è, percentualmente, in crescente aumento. Le nuove diagnosi che riguardano i grandi adulti e gli anziani sono passate dal 17.2% del 2012 al 31.2% del 2022. Parallelamente le persone over 50 hanno una probabilità 3,5 volte superiore rispetto ai più giovani di ricevere una diagnosi tardiva, come emerge dai dati rilevati nel biennio 2021-2022”.
Come fare dunque per sapere se si è sieropositivi? Più del 40% delle persone che si sottopongono al test per HIV è sintomatico e solo il 24 % esegue l’esame perché consapevole di aver avuto rapporti non protetti. La dottoressa Muggiasca spiega l’importanza di sottoporsi a questi test, non sono per intervenire prima in caso si risulti positivi, ma anche per impedire di diventare strumento di trasmissione del virus.


