Garbagnate, Salvatore Attanasio incanta raccontando il figlio Luca.
“Dialoghi in Piazza”: “Cammini di speranza” promossi da La Piazza, Caritas Cittadina di Garbagnate Milanese, Acli di Garbagnate Milanese, Comunità Pastorale Santa Croce e Amministrazione Comunale di Garbagnate Milanese hanno contemplato un evento particolarmente significativo e profondo per ricordare ed onorare Luca Attanasio, Ambasciatore d’Italia ucciso nella Repubblica Democratica del Congo. La sera di venerdì 28 infatti la Basilica SS. Eusebio e Maccabei ha accolto una intensa serata che si è suddivisa in varie parti imperniata sulla figura di Luca Attanasio attraverso varie testimonianze e riconoscimenti in cui spicca in primis la testimonianza del papà di Luca, che ha fatto riferimento alla sua crescita di giovane fino al triste e drammatico destino occorso al figlio nell’espletamento delle sue funzioni di Ambasciatore d’Italia.
Garbagnate, Salvatore Attanasio incanta raccontando il figlio Luca, Ambasciatore d’Italia ucciso nella Repubblica Democratica del Congo
Ma vediamo di descrivere per sommi capi alcuni spunti salienti con l’introduzione di benvenuto ai molti partecipanti, del parroco don Natale che ha officiato la veglia di preghiera per i tanti missionari martiri che hanno portato la conoscenza di Cristo in ogni angolo del mondo ed anche in Congo. Ciò in virtù del comando “Andate e invitate” (motto della giornata a loro dedicata), in riferimento alla parabola raccontata nel Vangelo di Matteo.
Da qui, grazie alla tecnologia si è apprestato un collegamento con Kinshasa nel Congo, dove don Maurizio Canclini, già coadiutore dell’oratorio in Garbagnate e don Francesco Barbieri che al tempo conobbe personalmente, in oratorio, l’allora giovane Luca Attanasio, hanno portato la loro parola di testimonianza della sua figura. Sono parole di tanta considerazione definito “come una sorpresa” e “con Luca nessuno si aspettava un ambasciatore così. Incredibilmente grande nella sua umanità, con la grande capacità di non passare oltre, se vedeva una necessità”, “amava stare con la gente, la cercava”. Insomma, un ambasciatore simbolo che “non sapeva stare solo dietro la scrivania”, che aveva proprio bisogno del rapporto umano.
Di seguito è stato proposto un breve “docufilm” sommativa e rappresentativa della figura caratteristica dell’ambasciatore prima dell’inizio dell’intervista, ben condotta dalla giornalista Giusy Baioni al papà di Luca, Salvatore Attanasio. Nell’intervista ha parlato di come sia giunto alla scelta di voler praticare la carriera diplomatica e di come sia giunto, ancora giovane ad essere insignito del titolo di ambasciatore dal 5 settembre 2017 fino alla sua morte, nella Repubblica Democratica del Congo a Kinshasa; una città che dal settore ricco delle ambasciate si estendeva in chilometri di baraccopoli con migliaia di “bambini di strada” a cui subito fu sensibile.
Infatti parallelamente agli impegni diplomatici, Luca si era impegnato assieme alla moglie Zakia Seddiki con la creazione di una associazione “Mama Sofia”, ancora perfettamente attiva, in progetti umanitari in aiuto alla società civile africana, avendo così modo di studiare il territorio e conoscere i bisogni della popolazione dedicandovi il suo impegno.
Serata in ricordo dell’ambasciatore Luca Attanasio a Garbagnate
L’intervista si è chiusa con la narrazione ufficiale degli avvenimenti incresciosi e drammatici che hanno portato Luca alla morte per le ferite riportate nell’agguato presso il villaggio di Kibumba, vicino alla città di Goma il 22 febbraio 2021 in circostanze non ancora chiare con molte ombre ancora addensate sull’eccidio, in attesa che il senso di giustizia prevalga all’oblio del tempo.
Contestualmente si è avuto anche la testimonianza di una mamma, una donna congolese, Evelyn Kasongo dell’”Associazione Amici di Luca Attanasio” che ha rivolto il pensiero a Luca ambasciatore di Pace e a ciò che aveva fatto per il suo popolo, auspicando che si faccia giustizia di una morte con troppi misteri ed incoerenze.
La drammatica fine di una vita spesa per affrontare le problematiche di un contesto difficile ha lasciato delusione, disperazione e bisogno di chiarezza, che a tutt’oggi non è emersa. Il pubblico presente ha seguito con attenzione e commozione l’intervento di tutti protagonisti della serata che hanno così ricordato un esempio lucido quale ha dimostrato nella sua vita.
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