Il complice lo ha lasciato a piedi, il rapinatore ha tentato di proseguire la fuga a piedi ma è stato bloccato e arrestato da un finanziere fuori servizio. Rapina finita malissimo per il malvivente ieri mattina a Como.
Erano le 12.30 passate di ieri quando un finanziere del Comando Provinciale di Como, in borghese e libero dal servizio, stava raggiungendo con la moglie il supermercato Lidl di via Cecilio per fare la spesa. Un momento qualunque, in un posto qualunque. Poi le urla.
La fuga e il tradimento del complice, rapinatore arrestato a Como
Dal punto vendita arriva la voce concitata di qualcuno che avvisa i presenti: rapina in corso, allontanarsi. Il militare reagisce d’istinto. Prima mette in sicurezza la moglie, poi alza lo sguardo. Davanti a lui, una figura vestita interamente di nero, con il cappuccio calato sul volto, scatta verso via Cecilio in direzione dell’autostrada. Ad aspettarlo, una macchina ferma con a bordo un complice. Ma qualcosa va storto: il conducente vede la situazione precipitare, valuta la scena in una frazione di secondo e accelera, sparendo senza voltarsi indietro.
Il rapinatore si ritrova solo sul marciapiede. La via di fuga è svanita.
Rincorso a distanza anche da due dipendenti del supermercato, il fuggitivo cambia direzione e si infila in via Giuseppe Di Vittorio, cercando di guadagnare spazio. È in quel momento che tenta l’ultima carta: porta la mano verso il corpo simulando di essere armato, nella speranza di bloccare chi lo tallona. La mossa non funziona. Il finanziere, affiancato da un altro testimone presente sulla scena, non arretra. I due accelerano, raggiungono l’uomo e lo immobilizzano a terra. Una rapida verifica: nessuna arma. Era un bluff.
Scattano subito le telefonate al 117. Sul posto arriva una pattuglia del Gruppo Ponte Chiasso della Guardia di Finanza, seguita poco dopo dai Carabinieri, che collaborano all’identificazione dei testimoni e alla messa in sicurezza dell’area. Il rapinatore viene accompagnato nella caserma di Ponte Chiasso per l’identificazione e gli accertamenti di rito. La consultazione delle banche dati del Corpo rivela un profilo già noto: l’uomo è gravato da numerosi precedenti penali e di polizia.
Sentito il magistrato di turno, per lui arriva l’arresto con l’accusa di tentata rapina aggravata in concorso e il trasferimento alla Casa Circondariale di Como.
Il complice, invece, è ancora ricercato.


