Il Tar della Lombardia ha accolto il ricorso presentato da un comitato di cittadini, residenti al confine tra Saronno e Ceriano Laghetto, ordinando l’annullamento dell’autorizzazione per la realizzazione della nuova antenna di telefonia mobile alta 40 metri in frazione Dal Pozzo.
Nonostante la struttura è già stata costruita, i giudici amministrativi hanno dato ragione ai residenti della frazione Dal Pozzo, rappresentati dall’avvocato Elio Errichiello, ribaltando le decisioni del Comune di Saronno e del colosso delle infrastrutture Inwit.
Antenna telefonia tra Saronno e Ceriano Laghetto, sentenza del Tar: va abbattuta
Il caso è clamoroso per come si è risolto. Il Tar ha infatti respinto quasi tutti i motivi del ricorso (quelli legati ai rischi per la salute, al paesaggio e alla mancanza di consultazioni), ma ne ha accolto uno, considerato decisivo e assorbente: il mancato rispetto delle distanze stradali.
Secondo i giudici della Seconda Sezione, il mega-palo è stato posizionato a meno di 10 metri dal confine stradale, in una zona fuori dal centro abitato dove la legge impone invece una fascia di rispetto di almeno 20 metri.
A nulla sono valse le difese del Comune e di Inwit, secondo cui le antenne, essendo “opere di urbanizzazione primaria”, avrebbero potuto derogare a questi limiti. La sentenza è stata netta: le fasce di rispetto stradale non sono semplici vincoli urbanistici, ma servono a garantire la sicurezza della circolazione e una “comoda via di fuga” in caso di emergenza. Un palo di quelle dimensioni, se troppo vicino alla carreggiata, rappresenta un pericolo concreto che non può essere ignorato in nome della copertura cellulare.
Ricorso Tar per antenna telefonia, vittoria del comitato di cittadini
Che succede ora? L’autorizzazione rilasciata dal Comune di Saronno è stata annullata. Questo significa che, allo stato attuale, il cantiere non ha più basi legali. Se l’azienda vorrà installare l’antenna, dovrà presentare un nuovo progetto e, soprattutto, trovare un’area che rispetti le distanze minime dalle strade, evitando di “soffocare” le abitazioni dei residenti che da mesi davano battaglia.
Per il comitato di cittadini presieduto da Claudio Panetta, è una vittoria pesantissima: pur non essendo passata la linea del “rischio salute” (che il Tar affida esclusivamente ai controlli Arpa sulle emissioni), sono riusciti a fermare l’opera puntando sul Codice della strada, ottenendo quel risultato che molti credevano impossibile. A questo punto, Comune di Saronno e Inwit, che hanno opposto resistenza al Tar, uscendo fin qui sconfitti, potrebbero però decidere di ricorrere al secondo e definitivo grado di giudizio amministrativo.
Gabriele Bassani




