A Novate è stato scoperto un capannone da incubo con tanto di laboratori e alloggi.
Un ampio capannone con all’interno sia laboratori privi delle più elementari norme di sicurezza sia appartamenti realizzati abusivamente è stato posto sotto sequestro mercoledì mattina dalla Polizia locale di Novate.
Il blitz è scattato a inizio mattinata quando gli agenti sono giunti sul posto, in un edificio ai confini con Baranzate, ben nascosto all’interno di un’ampia zona industriale.
All’interno del capannone hanno trovato otto persone di nazionalità cinese, che dai primi riscontri sembra che lavorassero e vivessero all’interno della struttura, e che sono risultati tutti privi del permesso di soggiorno.
Il quadro che si è presentato agli occhi degli agenti novatesi è stato molto preoccupante, poiché all’interno del capannone sono state rinvenute ben 25 bombole di gas gpl e grave mancanza di rispetto delle normative sulla sicurezza del lavoro e degli ambienti.
Per esempio, è stata trovata una stufa a legna o a pellet per riscaldare l’ambiente che aveva l’esalatore che, anziché scaricare i fumi all’esterno, li scaricava direttamente all’interno del capannone.
Dentro la struttura industriale era stato realizzato un soppalco (senza autorizzazioni comunali) che vedeva al di dotto la presenza di diversi laboratori per attività di tipo sia tessile che elettronica, mentre al di sopra erano stati realizzati una serie di alloggi abusivi destinati ai lavoratori.
Novate, tutti i lavoratori presenti nel capannone sono senza permesso di soggiorno
Le otto persone sorprese all’interno al momento del blitz sono state portate al Comando di via Repubblica, identificate e, essendo risultate tutte senza permesso di soggiorno, sono state tutte invitate a presentarsi in Questura per regolarizzare la propria posizione o per eventuali provvedimenti.
Nel frattempo gli agenti hanno contattato il Pm di turno per far mettere sotto sequestro tutto il capannone, che è rimasto presidiato dalla Polizia locale finché non sono stati apposti i sigilli. Le indagini sono ancora in corso per chiarire le responsabilità.
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