Il presidente del consiglio comunale di Caronno Pertusella, Fulvio Zullo, ha diffuso una nota ufficiale dopo il clamore suscitato da un’espressione blasfema pronunciata durante l’ultima seduta consiliare. L’episodio, avvenuto mentre si era appena spento il timer che scandisce i tempi degli interventi, ha immediatamente provocato la reazione delle minoranze indignate.
A Caronno Pertusella, imprecazione blasfema in consiglio a microfono aperto, le scuse del presidente
Nella lettera Zullo afferma di essere “pienamente consapevole della gravità di quanto accaduto” e riconosce che, nel ruolo istituzionale che ricopre, “come rappresentante delle istituzioni avrei dovuto mantenere un comportamento consono alla carica che rivesto e un linguaggio rispettoso, indipendentemente dalla concitazione del momento.
Riconosco che l’accaduto ha offeso la sensibilità di tutta la comunità ed è per questo che me ne assumo la piena responsabilità, senza riserve. Quanto avvenuto non rappresenta il mio pensiero né il rispetto che nutro per le istituzioni e per il sentimento religioso dei cittadini”.
Assicurando che episodi del genere non si ripeteranno, il presidente si impegna “a mantenere un contegno più rispettoso nelle prossime sedute. In segno di rispetto per il ruolo che rivesto e per i cittadini, accetterò senza riserve le decisioni e le sanzioni amministrative previste in questi casi, devolvendo almeno la stessa somma ad associazioni del nostro comune che si occupano di persone in difficoltà. Con profondo rammarico”.
Espressione blasfema in consiglio comunale, il commento del sindaco di Caronno Pertusella, Marco Giudici
Sulla vicenda è intervenuto anche il sindaco di Caronno Pertusella, Marco Giudici con un comunicato diffuso nelle ultime ore.
“Nel corso del consiglio comunale del 25 marzo scorso è stata espressa dal Presidente del Consiglio Comunale un’espressione blasfema che si è potuta successivamente ascoltare dallo streaming della seduta consiliare” -esordisce il sindaco. “È una grave mancanza di rispetto delle istituzioni e dei cittadini e, come tale, non può restare impunita. La sanzione amministrativa è prevista in questi casi dalla legge è sarà comminata nella misura adeguata. Questa decisione è stata presa al fine di riaffermare il decoro, il rispetto e la correttezza all’interno delle istituzioni pubbliche. Siamo stati chiamati a lavorare insieme per il bene della comunità di Caronno Pertusella e Bariola, a cui rivolgo le mie scuse per l’increscioso episodio. Sul piano politico confermo la mia fiducia al Presidente Zullo per il suo ruolo di Presidente del Consiglio, considerando il suo pentimento e le sue scuse, sincere e sentite”.
Bestemmia in pubblico, cosa dice il Codice Penale
A vietare e sanzionare la bestemmia in luogo pubblico (reato depenalizzato dal 1999) è l’articolo 724 del Codice Penale, che recita testualmente: “Chiunque pubblicamente bestemmia, con invettive o parole oltraggiose, contro la Divinità [o i Simboli o le Persone venerati nella religione dello Stato] è punito con la sanzione amministrativa pecuniaria da euro 51 a euro 309.La stessa sanzione si applica a chi compie qualsiasi pubblica manifestazione oltraggiosa verso i defunti”.


