Il Consiglio regionale della Lombardia ha approvato il nuovo piano per la qualità dell’aria: salvi i falò tradizionali, da Sant’Antonio alla Giubiana, saranno consentiti. Il consiglio della Lombardia ha approvato a maggioranza il documento di indirizzo per l’aggiornamento della pianificazione sulla qualità dell’aria.
Regione Lombardia, nuove regole per la qualità dell’aria, salvi i falò tradizionali
Un provvedimento che, oltre a fissare gli obiettivi per la riduzione delle emissioni, introduce anche importanti novità: tra queste, la tutela dei falò rituali e tradizionali, che potranno continuare a svolgersi grazie a una specifica deroga approvata in Aula.
Il relatore Riccardo Pase (Lega) ha spiegato che si tratta di “un provvedimento di indirizzo politico che inciderà su qualità della vita, salute e competitività delle imprese”, fondato sugli obblighi imposti dalle sentenze europee sul rientro nei limiti di PM10 e biossido di azoto. Le nuove misure puntano a ridurre le emissioni con strumenti innovativi, agendo su trasporti e agricoltura, anche grazie a 317 milioni di fondi statali.
Dopo due mesi di lavoro e 38 audizioni, il testo ha raccolto consensi trasversali ma anche molte critiche. Paola Pollini (M5S) ha chiesto più investimenti nel trasporto pubblico e nella riduzione del consumo di suolo. Miriam Cominelli (PD) ha giudicato le misure “non all’altezza della situazione”, mentre Michela Palestra (Patto Civico) ha invitato a “non abbassare gli obiettivi”.
Tra i punti più discussi, la difesa delle deroghe per i territori montani e rurali, per non penalizzare chi utilizza caminetti o biomassa. “Non possiamo demonizzare chi vive in montagna – ha detto Giacomo Zamperini (FdI) –. Servono regole di buon senso”.
L’Assessore all’Ambiente Giorgio Maione ha parlato di “un percorso che garantisce salute e sostenibilità economica”, ribadendo che la Lombardia “non chiede deroghe ma difende i propri sistemi produttivi”.
Tra gli ordini del giorno approvati figurano quelli di Alessandro Corbetta (Lega) sui falò rituali e sul sostegno al nucleare di nuova generazione, e quelli di Christian Garavaglia (FdI) su biomassa e filiera bosco-legna-energia. Respinti invece gli ordini del giorno di M5S e PD.
Con le nuove regole, dunque, i falò tradizionali – radicati nella cultura popolare lombarda – potranno continuare a illuminare le notti d’inverno senza infrangere le norme ambientali.
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