Su una popolazione del Saronnese di circa 90mila abitanti, il Servizio inserimenti lavorativi di Saronno è riuscito a far lavorare nel 2020 solo sette percettori del reddito di cittadinanza. Il che la dice lunga su quanto siano farraginose le norme che regolano l’attività dei Puc, i “Patti per l’inclusione sociale”.
Il Sil ha supportato le amministrazioni nella stesura dei progetti, coordinando le azioni connesse alla loro attuazione e collaborando al monitoraggio secondo le modalità previste dalla normativa. Ebbene, per quanto impegno ci abbiano messo il Sil e gli enti locali, sono soltanto sette – su centinaia di percettori del reddito – coloro che è stato possibile avviare a qualche attività lavorativa: è la prova che la legislazione in materia non funzioni perché inefficace e di difficile applicazione.
Cinque Puc sono stati promossi dai comuni dell’ambito del Saronnese: “A scuola in sicurezza” e “Saronno… in manutenzione!” (Saronno); “Al passo con la scuola – Piedibus” e cura dei parchi pubblici (Caronno Pertusella); potenziamento del servizio di refezione scolastica (Gerenzano). Due i progetti attivati da associazioni del Terzo Settore, coinvolte mediante una procedura pubblica di manifestazione d’interesse, ancora attiva, promossa dal Comune di Saronno in qualità di capofila: “Emporio per la cittadinanza”, proposto da Intrecci Società cooperativa sociale Onlus Saronno, e “Care To Move”, attivato dal Comitato Croce Rossa di Saronno.
Chi è stato reclutato sarà impegnato 6 mesi per 16 ore settimanali nei seguenti compiti: riqualificazione e manutenzione di aree verdi e parchi attraverso la raccolta di rifiuti abbandonati, la pulizia degli ambienti e il posizionamento di attrezzature; tutela dei beni comuni con la manutenzione dei giochi per bambini e degli arredi nei parchi (riparazione, verniciatura, cura e manutenzione di vasi e fioriere…); pulizia dei cortili scolastici, delle piste ciclabili e delle aree periferiche.
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