
Centocinquanta chilometri: è la distanza che separa Saronno e Salò, località sulle rive del lago di Garda in provincia di Brescia divenuta famosa nei libri di storia perché lì nel 1943 Benito Mussolini stabilì la sede della Repubblica Sociale Italiana. Lo scorso 9 aprile Salò è risultata la destinazione per il vaccino Covid-19 nel messaggio ricevuto sul cellulare dalla signora Filippa Leonardi, 58 anni, collaboratrice scolastica dell’Istituto Comprensivo “Ignoto Militi” di Saronno. Impossibile per lei raggiungere la città lacustre in autonomia considerata la distanza dal comune di residenza e anche per la mancanza di un mezzo proprio.
“Ho tentato in tutti i modi di disdire la prenotazione. – racconta – Sul vecchio portale Aria di Regione Lombardia ho chiesto di essere vaccinata in una sede più vicina a casa ma non ho ricevuto risposta né sul sito né sul numero verde che risultava sempre occupato o irraggiungibile”. A tre settimane dall’appuntamento mancato, la collaboratrice scolastica saronnese non è stata più ricontattata e ad oggi non risulta vaccinata. Rifiutando la prima convocazione, Leonardi è finita in fondo alla lista d’attesa anche perché, con il cambio del piano vaccinale messo a punto dal governo e dal Commissario straordinario per l’emergenza Covid Francesco Paolo Figliuolo, il personale scolastico non figura più come categoria essenziale rispetto ad anziani e soggetti fragili.
Un disservizio informatico sul vecchio portale di prenotazione regionale, oggi sostituito da quello di Poste Italiane, che sembra una beffa per la signora Filippa.
Oggi Filippa è tornata al lavoro: come ogni giorno presta assistenza ad insegnanti e colleghi e suona la campanella che annuncia la fine dell’intervallo per gli studenti della scuola media. Conferma che, nonostante tutto, farà il vaccino e aspetta il messaggio di convocazione, sperando, questa volta, di farlo possibilmente in una destinazione vicina.
Claudio Agrelli
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