Contro lo spaccio di droga, l’alcol alla guida e i rischi nelle stazioni, torna nel Parco delle Groane il progetto sicurezza finanziato da Regione Lombardia.
Più pattuglie sulle strade, alcoltest a tappeto e una stretta sui pusher nei boschi e vicino alle stazioni ferroviarie. Con l’arrivo dell’estate si rinnova l’alleanza tra Regione Lombardia e i Comuni del territorio per blindare l’area del Parco delle Groane.
La Giunta regionale, su proposta dell’assessore alla Sicurezza e Protezione civile Romano La Russa, ha approvato l’intesa che darà il via alla sesta edizione del progetto “Parchi e stazioni sicure”. L’operazione, che coprirà il periodo compreso tra agosto e dicembre 2026, vedrà come perno operativo il Comune di Limbiate, confermato nel ruolo di ente capofila.
Sicurezza: un’alleanza tra 16 Comuni e 4 Province
La forza del piano sta nella fare rete: l’accordo mette infatti a sistema i comandi di Polizia locale di ben 16 Comuni a cavallo tra le province di Milano, Monza e Brianza, Como e Varese (Arese, Barlassina, Bovisio Masciago, Bregnano, Carimate, Ceriano Laghetto, Cesano Maderno, Cesate, Cogliate, Lazzate, Meda, Seveso, Senago, Solaro e Varedo), uniti nelle operazioni insieme agli agenti dell’Ente Parco Groane.
I servizi coordinati permetteranno agli agenti di effettuare blitz mirati per contrastare lo spaccio di sostanze stupefacenti nei punti più critici del parco, oltre a potenziare i posti di blocco sulle arterie principali per verificare il rispetto del Codice della Strada e punire la guida sotto l’effetto di alcol.
Regione stanzia 45mila euro per la sicurezza nelle Groane
Per sostenere i pattugliamenti e i servizi straordinari, Palazzo Lombardia ha messo sul piatto un finanziamento di 45.000 euro, destinato interamente a coprire le ore di lavoro straordinario degli agenti impiegati sul campo.
“Regione Lombardia rinnova il proprio impegno concreto nel contrasto allo spaccio e alla microcriminalità” ha commentato l’assessore Romano La Russa. “Il sostegno ai Comuni limitrofi al Parco prosegue senza interruzioni dal 2021 e produce risultati tangibili. Vogliamo restituire ai cittadini la piena fruibilità delle aree più sensibili, a partire dalle stazioni e dalle zone boschive da tempo segnate da criticità legate alla sicurezza”.





