“Ferite di arma da taglio sul corpo di Stefano Marinoni”. E’ il primo esito dell’autopsia sul ragazzo scomparso il 4 luglio da Baranzate e ritrovato dopo 8 giorni in un campo ad Arese. A distanza di oltre 4 mesi sono ancora tanti gli interrogativi che non hanno una risposta.
Il corpo è stato trovato accanto a un traliccio dell’alta tensione della linea che parte da Ospiate, ma già in territorio aresino, e subito i Carabinieri non avevano escluso nessuna ipotesi: poteva essere suicidio, ma anche morte dovuta a un’aggressione violenta.
Delle fratture anomale allo sterno avrebbero suscitato perplessità rispetto all’ipotesi del suicidio e la presenza di alcune grosse pietre vicino al corpo che giaceva nel campo hanno accresciuto la prudenza nel catalogare il decesso come suicidio.
Dalle prime informazioni, non risulterebbero elementi che possano far pensare al suicidio per cui non si escluderebbe un malore, ma dovrà essere l’autopsia a chiarire le cause del decesso. E c’è da capire anche che cosa Stefano ci facesse lì ad Arese, se ci sia arrivato di sua volontà o costretto da qualcuno. Una vicenda dunque che, pur nel profondo dolore per i familiari e i molti amici, non è ancora chiusa.
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