Un super ecografo per il fegato donato all’Asst Rhodense.
Novità importanti per i pazienti dell’ASST Rhodense. Il reparto di Gastroenterologia, guidato dal dottor Gianpiero Manes, ha ora a disposizione uno strumento all’avanguardia per la cura del fegato: il Fibroscan.
Ma di cosa si tratta esattamente? Per i non addetti ai lavori, lo si può immaginare come un’ecografia molto speciale che permette di capire quanto è “sano” o “indurito” il fegato senza dover ricorrere a esami dolorosi.
Addio biopsia: esame veloce e senza dolore con il nuovo Fibroscan dell’Asst Rhodense
Fino a poco tempo fa, per conoscere con precisione lo stato di gravità di una malattia del fegato (come le epatiti o il fegato grasso), era spesso necessario fare una biopsia, ovvero il prelievo di un piccolo frammento di tessuto tramite un ago. Un esame invasivo che poteva comportare qualche fastidio o rischio.
Oggi, grazie al Fibroscan, tutto cambia. «Lo strumento utilizza onde elastiche per misurare la “durezza” del fegato», spiega la dottoressa Ilaria Arena. In pratica, una sonda viene appoggiata sul fianco del paziente e, in pochi minuti, i medici sanno quanto è esteso il danno. Niente aghi, niente dolore e zero complicazioni.
Un aiuto contro le “malattie del benessere”
Il nuovo macchinario non serve solo per chi soffre di epatite (B o C), ma è fondamentale per monitorare quella che oggi viene chiamata la “malattia del benessere”: il fegato grasso (MASLD).
Spesso chi soffre di diabete, ipertensione o sovrappeso accumula grasso nel fegato senza accorgersene. Il Fibroscan permette a gastroenterologi, diabetologi e nutrizionisti di lavorare insieme per creare una cura su misura per ogni paziente.
Una donazione per il territorio da Fondazione Cariplo
L’acquisto di questa tecnologia è stato possibile grazie a un finanziamento di Fondazione Cariplo, che ha premiato il progetto presentato dall’equipe medica dell’ASST Rhodense.
«Questo strumento ci permette di individuare subito chi è più a rischio – conclude la dottoressa Arena – e di garantire a tutti l’accesso rapido alle nuove cure che oggi permettono, ad esempio, di guarire dall’Epatite C nel 98% dei casi con una semplice terapia in pastiglie».




