
“Smettetela di vaccinare prima chi ha meno di 60 anni come i giovani, gli psicologi di 35 anni”. Fanno discutere le parole pronunciate ieri dal presidente del Consiglio, Mario Draghi durante la conferenza stampa a Palazzo Chigi dove, insieme al presidente del Consiglio superiore di sanità Franco Locatelli, ha fatto il punto sulla campagna vaccinale anti Covid-19 in Italia.
Rispondendo alle domande dei giornalisti sugli squilibri nell’accesso alle dosi, Draghi ha puntato il dito contro i cosiddetti “furbetti del vaccino” e ha fatto appello alla coscienza di quei giovani che saltano la fila ricevendo l’immunizzazione prima di soggetti che avrebbero più bisogno come anziani e fragili.
Loro però, i discendenti di Freud e Jung che curano gli stati mentali e comportamentali degli individui non ci stanno: si dicono “spiazzati” anche perché – ribattono – era stato lo stesso Governo a decidere le priorità vaccinali includendo gli psicologi tra le professioni sanitarie. Laura Tomasello, 35 anni, psicologa di Saronno, dice: “Mi ha lasciato un po’ di amarezza il fatto che abbia citato lo psicologo come allargamento ingiustificato della platea degli operatori sanitari. Ancora oggi, purtroppo, la nostra figura non viene considerata pienamente una professione sanitaria al pari di medici e infermieri”.
Le fa eco Laura Casnaghi, psicoterapeuta di Garbagnate Milanese che da anni esercita la professione in Liguria. “Mi sono vaccinata rispettando la prenotazione, non mi sento una furbetta che ha saltato la fila. Il vaccino ha messo in sicurezza non solo me ma anche i tanti pazienti fragili che ricevo ogni settimana in studio”. E Maria Giulia Carioli, 29 anni, psicologa saronnese, aggiunge: “A gennaio il governo aveva ampliato l’accesso alle categorie sanitarie e ora si lamenta che i giovani vengono vaccinati prima degli ottantenni.
Chi lavora in ambito pubblico e ospedaliero ha lo stesso diritto di medici o infermieri. Mi sembra un modo di puntare il dito per coprire le falle del sistema di organizzazione dei vaccini che fa acqua da tutte le parti”. Per David Lazzari, presidente Consiglio nazionale dell’Ordine degli Psicologi, “l’ultimo Decreto (DL n.44 1° aprile 2021 ndr) trasforma la facoltà di vaccinarsi in obbligo per tutti gli iscritti agli Ordini sanitari.
Questi obblighi non sono determinati dal fine di proteggere i sanitari ma le persone, bambini e adulti, seguiti dagli psicologi stessi”. In giornata è attesa una nuova direttiva per le regioni del Commissario straordinario all’emergenza Francesco Paolo Figliuolo sulla necessità di seguire la vaccinazione adottando il criterio anagrafico, partendo cioè dai soggetti più anziani d’età.
Claudio Agrelli
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