Giovani che, soprattutto nei weekend, si ubriacano nei locali e per le strade del Saronnese.
A testimoniare la diffusione dell’alcol nella fascia giovanile sono i volontari delle associazioni di primo soccorso, ormai abituati ad accorrere con l’ambulanza nei maggiori luoghi di aggregazione: puntualmente, da tarda notte fino all’alba, viene chiamato il 112 per soccorrere ragazzi ma anche ragazze dai 15 ai 18 anni che hanno perso conoscenza o stanno male per l’alcol. Succede soprattutto in via Per Caronno a Origgio, ma pure nella zona commerciale al confine fra Gerenzano e Saronno, nelle vicinanze del Mc Donald’s. In taluni casi i giovani, che spesso stanno male sui marciapiedi e per strada, rischiano il coma etilico, col risultato che si ritrovano in poco tempo in ambulanza e poi ricoverati in ospedale.
Indice puntato contro i genitori che non controllano i figli
Alla luce di tali episodi, più che contro i giovani le poletiche dei cittadini sono rivolte ai genitori che lasciano i figli fuori casa fino all’alba, malgrado siano ancora poco più che adolescenti. Gli stessi agenti municipali dei comuni, che si imbattono in queste situazioni durante i pattugliamenti serali, riscontrano il mancato controllo da parte delle famiglie, che fanno sentire i figli liberi di fare quel che vogliono fino a che ora vogliono. Di qui il diffondersi di fenomeni come il consumo di alcolici e l’aggressività.
La proposta: un tavolo di confronto intercomunale
Si sta diffondendo molto, per altro, il consumo di droghe. A Caronno Pertusella, durante i controlli con le unità cinofile, la polizia locale ha trovato minorenni in possesso di hascisc e marijuana e tracce di stupefacenti nelle piazze dove ci sono bar e negozi. “Ormai questi problemi sono così radicati su tutto il territorio che pensare al proprio ‘orticello’ non ha più senso – osserva l’assessore alla Cultura di Caronno Cinzia Banfi – Dobbiamo avere una visione più ampia, agire a livello distrettuale. Mi attiverò per far istituire un tavolo di confronto del Saronnese, finalizzato a trovare una strategia comune: potrebbero farne parte medici, assistenti sociali, Ats e forze dell’ordine, potenzialmente in grado di aprire un dialogo coi giovani senza riferimenti, abbandonati a se stessi. La prevenzione è importante pure per prevenire situazioni più gravi, come gli stupri di gruppo avvenuti di questi tempi in Italia”. Si pensa a incontri pubblici di sensibilizzazione, con l’ambiziosa volontà di avvicinare e coinvolgere quanti più ragazzi possibile.
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