In arrivo a Caronno Pertusella alloggi protetti per anziani e un nuovo centro diurno: si attendono ora i fondi Pnrr per concretizzare il progetto nella Casa Borsani, dov’era l’Anagrafe di via IV Novembre.
A Caronno alloggi protetti e centro diurno
Alloggi protetti e assistenziali e un centro diurno: ecco che cosa attende all’orizzonte gli anziani di Caronno Pertusella. Perché è quanto prevede il progetto che sta maturando dopo che è stata riscontrata l’esigenza di chi lamenta di non essere più autonomo nella propria casa. Magari troppo grande e con spese ingiustificate per single o coppie senza più i figli.
“In prima istanza il progetto era stato accettato per l’eventuale finanziamento coi fondi Pnrr, ma poi il contributo non è arrivato – ha spiegato nei giorni scorsi il sindaco Marco Giudici – Confidiamo però nel nuovo bando, non appena sarà emanato”.
La fiducia non manca, perché in Comune è stato istituito un apposito ufficio, chiamato “di scopo”, per accaparrarsi i fondi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. Un nuovo settore della macchina municipali che ha già raggiunto grossi risultati ottenendo numerosi finanziamenti per opere pubbliche.
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Caronno, a Casa Borsani 7 alloggi per chi ha perso autonomia
Lo stabile scelto per quest’opera è la Casa Borsani. Il progetto originario, che potrebbe comunque subire variazioni, prevede al primo piano sette alloggi destinati a chi lamenta di avere perso parzialmente l’autonomia. Al piano terra verrebbe invece attivato un centro diurno, dotato di un ambulatorio-infermeria, con un servizio di telemedicina avanzato. Purtroppo quelle del disagio economico e della perdita di autonomia sono realtà sempre più diffuse. Sono coinvolte persone che magari hanno bisogno di infermieri, di volontari che facciano la spesa per conto loro, di essere trasportati nelle strutture ospedaliere. O semplicemente seguite nella propria quotidianità. Si vorrebbero dunque realizzare case protette dove possano avere a disposizione personale specializzato in questi bisogni. Pronti a intervenire su richiesta o ogni qual volta si presenti la necessità.
A questi si aggiungono i casi in cui le utenze sono di importi esagerati per due sole persone, se non una sola, spingendo così gli anziani a cercare una casa alternativa. Che sia meno impegnativa e meno dispendiosa. Una forma di housing sociale, questo progetto, sperimentata con successo nelle grosse città, che piano piano sta prendendo piede anche in provincia.
Casa Borsani, sede dell’ex Anagrafe di via IV Novembre
La Casa Borsani ospitava l’ex Anagrafe di via IV Novembre, un immobile dismesso (di proprietà comunale) da quando tutti gli uffici sono stati accorpati nel palazzo del municipio. Ormai da troppo tempo la struttura è in attesa di destinazione e quella degli alloggi protetti per anziani sembra alla giunta Giudici sembra la solizione più adatta. Inizialmente il Comune aveva tentato di vendere l’immobile, ma non c’era stato verso di riuscirci. Così se n’è discusso in giunta, arrivando alla conclusione che lo stabile poteva essere candidato per un progetto di pubblica utilità.
La scelta sulla fascia di popolazione è ricaduta sulla terza età, avendo ravvisato una forte esigenza di case a basso costo (sia a livello di canone mensile che energetico). L’auspicio è che si riescano a ottenere i fondi col prossimo bando, così da concretizzare l’opera. Al contrario di quanto successo con l’ex sede dei Servizi sociali nel distretto socio-sanitario di via Adua. Qui era stata bandita un’analoga manifestazione d’interesse per allestire un centro radiologico; avevano risposto in tre operatori, ma poi non si erano più fatti avanti con un progetto concreto.
Redazione web
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