“Siamo pronti a rivolgerci agli avvocati per adire le vie legali”, annunciavano mesi fa i residenti e commercianti esasperati dalle condizioni di via Del Pozzo, lunga una cinquantina di metri, disseminata di avvallamenti e pozze d’acqua, fra cui bisognava fare gli slalom per passare a piedi, in bicicletta o col ciclomotore. Le auto? Impresa impossibile senza mettere a dura prova, anzi a rischio, le sospensioni. Ebbene, oggi, dopo dodici anni, è stata asfaltata.
Perché tutto questo tempo? Tutta colpa di un’assurda burocrazia, così pare, che lascia sconcertati. La vicenda risale al 2008: finito il palazzo, il costruttore avrebbe dovuto realizzare la strada con gli oneri di urbanizzazione, ma il Comune riteneva fosse inutile dal momento che nelle vicinanze era stato aperto un cantiere i cui camion passavano proprio qui: avrebbero rovinato l’asfalto in poco tempo, così si era deciso di aspettare. Aperto un nuovo accesso per i mezzi pesanti, c’era stato l’intoppo: il costruttore non aveva più provveduto ad asfaltare, cosicché si era aperta una vertenza col Comune, che aveva riscosso la fideiussione per provvedere in autonomia.
Servivano più soldi di quanti ne fossero stati incassati e ora sono stati finalmente trovati in bilancio: di qui l’apertura del cantiere e l’asfaltatura, che ha reso tutti felici.
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