Dopo le grandinate di luglio, a Cislago c’è stata una raffica di segnalazioni di famiglie preoccupate dal fatto che i vicini non smaltiscono le lastre di amianto dei tetti o si danno al fai da te, senza seguire la procedura di legge.
Per ogni segnalazione è stato eseguito un sopralluogo, sentendosi rispondere il più delle volte: “Lo so ma non trovo un’impresa disponibile”. “Lo comprendiamo benissimo, ma gli interventi vanno fatti e anche con celerità”, mette in chiaro l’assessore all’Ambiente Michele Uboldi. “Dopo i sopralluoghi e le relazioni coi tecnici, abbiamo chiesto delucidazioni ad Ats – spiega il sindaco Stefano Calegari – Ci è stato risposto che, in caso di mancato smaltimento, dovremo emettere le ordinanze per far intervenire i proprietari degli immobili. Se non procedono in accordo con Ats, deve farlo il Comune, per poi chiedere il rimborso dei costi sostenuti”.
A breve scatterà un monitoraggio capillare
Tutti i proprietari sono stati invitati ad attivarsi nel rispetto delle norme, che sono codificate. Per lo smaltimento è importante la certificazione di un tecnico, con tre casistiche: smaltimento immediato (quando l’eternit è in pessimo stato); smaltimento entro tre anni (quando non si trova in uno stato degradato); messa in sicurezza con vernici protettive (quando lo stato è tutto sommato buono e non pericoloso). Essendo materia che rientra nella salute pubblica, la competenza passa ad Ats quando solleciti e ordinanze non hanno seguito. “Il nostro territorio è molto grande – rimarca l’assessore – Per questo stiamo pensando di fare un monitoraggio capillare, in modo da avere una situazione aggiornata il più possibile. Al momento ci stiamo confrontando con gli uffici per capire qual è la modalità migliore e più efficace”.
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