
Anche a Origgio, questa mattina, lavoratori con le braccia incrociate alla sede logistica di Amazon, in via Buozzi. A vigilare, affinché non ci siano disordini e siano mantenute le norme anti-Covid, ci sono Polizia di Stato, carabinieri e polizia locale. A protestare, con striscioni e cartelli aderendo alla prima protesta nazionale del colosso dell’e-commerce, sono tutti i dipendenti della struttura: da quelli dei magazzini e hub con contratto nazionale di logistica alle aziende fornitrici dei servizi, della movimentazione e della distribuzione della merce.
“E’ un evento straordinario questo sciopero in contemporanea su tutto il territorio nazionale – sottolinea Sara Tripodi, della Filt Cgil – La situazione è grave soprattutto per i driver: i carichi di lavoro del personale sono esagerati, regolati da un algoritmo che scandisce i tempi di consegna: se non viene rispettato il minutaggio, cominciano i richiami… Ma non considerano che chi sta alla guida deve tenere conto di tanti fattori: per esempio non hanno servizi igienici a disposizione e se prendono una multa (come nelle zone ZtL) devono pagarla loro”. C’è poi un’altra questione: il mancato rispetto dell’articolo 42 del contratto nazionale. “In caso di appalti esterni ad altre aziende, il personale deve convergere in automatico, subentrando, invece non c’è nessuna sicurezza in tal senso – spiega la sindacalista – Neppure che sia mantenuta la responsabilità in solido nel caso l’azienda chiuda da un momento all’altro, cosa per altro già successa”. Se a questo si aggiunge che il 70% dei lavoratori Amazon non sono contrattualizzati ma a tempo, si ha un’idea chiara della situazione.
Lo sciopero è stato deciso dopo la brusca interruzione nella trattativa per la contrattazione di secondo livello della filiera. Sul tavolo di discussione ci sono la verifica dei carichi e dei ritmi di lavoro imposti, la verifica e la contrattazione dei turni di lavoro, la riduzione dell’orario di lavoro dei driver, gli aumenti retributivi, la stabilizzazione dei tempi determinati e dei lavoratori somministrati e il rispetto delle normative sulla salute e la sicurezza, nonché l’indennità Covid.
I sindacati Cgil Cisl Uil regionali non escludono altri scioperi nei prossimi giorni.
QUI IL VIDEO CON LE INTERVISTE DI CLAUDIO AGRELLI
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