
Anche in piena pandemia il Centro di Ascolto Caritas resta aperto. Sono tanti e tali i nuovi poveri che non si può nemmeno pensare di chiudere la struttura, ubicata nei locali parrocchiali accanto alla chiesa di Santa Margherita.
Oltre a ricevere a colloquio le persone in difficoltà, prosegue la distribuzione di viveri a esclusione del vestiario (se non per richieste urgenti). A ricevere i pacchi di alimenti non deperibili, ogni tre settimane, sono 60 famiglie cui si sono aggiunti nuovi nuclei familiari: “Sono persone mai viste prima – spiegano i volontari – cittadini che avevano un lavoro fino a poco tempo (magari precario o mal retribuito) e mai avrebbero immaginato di ritrovarsi senza da un giorno all’altro, venendo da noi perché non hanno più di che mangiare”. Sono persone (in maggioranza italiane) che i volontari mettono subito a loro agio, talvolta andando direttamente al domicilio, trasmettendo la consapevolezza che a tutti può capitare di vivere un periodo di difficoltà.
In piena emergenza, la Caritas è entrata a far parte dell’Unità di Crisi istituita dal Comune, di cui fanno parte Servizi sociali, Protezione civile comunale, Protezione civile Alpini, Associazione Carabinieri in congedo e Anac: “Anche noi abbiamo contribuito alla distribuzione delle prime mascherine al centro giovanile San’Alessandro e alla scuola Dante Alighieri – precisano i volontari – Non da ultimo abbiamo contribuito all’imbustamento e alla distribuzione delle mascherine inserite nelle cassette della posta”.
C’è grande sinergia con l’Ufficio socio-assistenziale, che segnala i casi gravi per cui c’è bisogno di supporto: per questo il Comune stanzia periodicamente alla Caritas fondi da usare per le urgenze, con cui pagare le bollette o i canoni di affitto.
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