Nella zona industriale di Caronno Pertusella c’è una strada colabrodo come non se ne sono mai viste: è la via Archimede, al confine con Saronno Sud. Qui percorrere la carreggiata è impresa ardua, perché bisogna fare gli slalom fra buche, avvallamenti, pozze d’acqua e sterrati.
La lettera dell’imprenditore per la strada colabrodo
Al punto che gli imprenditori devono vergognarsi a ospitare i loro clienti in azienda. Una situazione quasi da Terzo mondo. Ebbene, rimasti inascoltati i ripetuti appelli ai due Comuni affinché intervenissero, Luca Mariani, Sales Manager di Fornitalia-Soluzioni per trattamenti termici, ha scritto alle amministrazioni una missiva intrisa di ironia ma anche di tanta amarezza: “Grazie, si proprio così, grazie per avere dimenticato che avete una via all’interno del vostro territorio – esordisce – Sarà perché è in comproprietà che ognuno di voi la dimentica. Grazie, che ci fate provare la gioia del rally cittadino, soprattutto quando piove e le pozzanghere nascondono la vera profondità della buca: conseguenza? Immaginate. Grazie, perché in questo modo, spesso, aiutiamo gli altri commercianti, quali gommisti, centri sostituzioni parabrezza, meccanici…”.
Tra Caronno e Saronno, la strada di cui nessuno si cura
La lettera elenca un’infinità di altri disagi che, come già denunciato dalla Platinum Service in passato, le aziende sono costrette a sopportare: il dissesto stradale obbliga gli operai a spazzare ogni mattina l’intero capannone, che con il viavai di mezzi si riempie di pietrisco; clienti e fornitori si meravigliano sempre dello scempio, che mette in cattiva luce i Comuni; il buio agevola i bisogni fisiologici di autisti in sosta o spacciatori.
La conclusione: “Grazie, perché sono anni che ci dite che farete e che vi scaricate la colpa uno sull’altro”. Insomma, via Archimede è una strada di nessuno, dove non si interviene con la riqualificazione perché – così pare – non si capisce di chi sia la competenza. Ma questo non è un motivo valido per lasciare tutto così com’è. I Comuni di Caronno e Saronno, secondo gli imprenditori, dovrebbero sedersi al tavolo e discuterne, raggiungendo un’intesa: è questo l’ennesimo appello, ma dalla lettera si capisce che si nutrono davvero poche speranze…
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