Dopo anni bui, il teatro viaggia controcorrente. Lo dicono i numeri “da stadio”. L’annuncio del Piccolo Teatro di Milano ha incuriosito tutti: toccata per la prima volta quota 25mila abbonamenti, più di Inter e Milan. Un bilancio ancor più roseo se si considera che il 35% degli abbonati ha meno di 26 anni.
E a Saronno? Anche per il teatro guidato dalla Fondazione Culturale Giuditta Pasta è un anno da guinness, non solo per i numeri, ma per i commenti positivi che piovono in biglietteria e sui social da chi si è affezionato al palco saronnese e da chi mette piede nel foyer per la prima volta, attirato da nomi di punta. Il tutto in un momento particolarmente delicato, con l’annuncio di possibili tagli dal Comune – dopo le osservazioni della Corte dei Conti e le polemiche in consiglio comunale – e con la prossima stagione a rischio.
Per un momento però lasciamo politica e calcolatrici in stand-by e cerchiamo di metterci esclusivamente dalla parte degli spettatori per capire cosa ruoti davvero attorno al Giuditta Pasta. Il bilancio di metà stagione vede un segno più: rispetto all’anno scorso c’è stato un incremento di pubblico del 17%. Complessivamente sono 1788 gli abbonati e anche a Saronno quest’anno si sono visti più giovani.
Ottima anche la partecipazione ai laboratori teatrali, che quest’anno sono stati ‘sdoppiati’ per far fronte alle richieste sia degli adolescenti che degli adulti. Insomma, nonostante i chiari di luna e il futuro a oggi incerto cresce la voglia di teatro. Anche in città.
Simona Ballatore
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