Don Alberto Ravagnani, giovane prete influencer ha deciso di lasciare il sacerdozio. È una notizia che ha sorpreso e acceso il dibattito nelle comunità ecclesiali e sui social: don Alberto Ravagnani, sacerdote milanese conosciuto in tutta Italia come “prete-influencer”, ha annunciato la decisione di sospendere il suo ministero presbiterale e lasciare il sacerdozio, interrompendo così l’attività pastorale che lo aveva reso una figura mediatica di rilievo.
La notizia è stata diffusa ufficialmente sabato 31 gennaio 2026 tramite una nota del vicario generale dell’Arcidiocesi di Milano: Ravagnani, 32 anni, ha comunicato all’arcivescovo la sua scelta di non svolgere più il ruolo di vicario parrocchiale e di collaboratore della Pastorale Giovanile, provocando «sofferenza in tante persone» ma indicando anche l’importanza di accompagnare spiritualmente chi ha condiviso il suo percorso negli anni.
Chi è don Alberto Ravagnani
Alberto Ravagnani, nato nel 1993 a Brugherio in Brianza, è stato ordinato sacerdote nel 2018. Dopo i primi anni come vicario parrocchiale nell’oratorio di San Michele Arcangelo a Busto Arsizio, si è trasferito a Milano dove ha continuato a dedicarsi soprattutto alla pastorale giovanile.
La sua notorietà, però, non nasce tanto dai pulpiti tradizionali, quanto da una singolare presenza online: durante la pandemia di Covid-19, chiuso con gli oratori, Ravagnani ha iniziato a realizzare video su YouTube e reel su Instagram rivolti ai giovani, in cui spiegava aspetti della fede, della spiritualità e della vita cristiana con un linguaggio semplice, fresco e digitale, molto diverso da quello tradizionale dei canali ecclesiali.
Con centinaia di migliaia di follower sui social media (Instagram, TikTok, YouTube) e milioni di visualizzazioni, il giovane sacerdote è diventato un punto di riferimento per molti adolescenti e giovani cattolici che trovavano nei suoi contenuti un modo nuovo di parlare di fede, preghiera, amore e domande di senso. Ha dialogato con Fedez sempre su Youtube.
Per molti è stato un “prete digitale” capace di coniugare fede e linguaggi contemporanei, così da raggiungere giovani lontani dalle parrocchie tradizionali.
Don Alberto Ravagani, la polemica e le critiche
Negli ultimi mesi la popolarità di Ravagnani ha però provocato anche forti discussioni. In particolare, lo scorso autunno un video in cui Ravagnani appariva in canottiera e promuoveva un integratore alimentare ha scatenato un acceso dibattito tra i suoi follower e all’interno della Chiesa stessa: molti fedeli cattolici hanno espresso perplessità sul ruolo di un sacerdote che promuove prodotti commerciali, mentre altri hanno difeso la sua attività come mezzo per sostenere financieramente iniziative pastorali e di evangelizzazione online.
La Curia ambrosiana ha in quell’occasione dialogato con Ravagnani, esprimendo che tale forma di sponsorizzazione non fosse ritenuta opportuna, pur apprezzando la sua missione e senza intervenire con sanzioni disciplinari.
Nel corso del suo cammino, Ravagnani ha spesso spiegato che, per raggiungere i giovani in un mondo sempre più “connesso ma frammentato”, è necessario usare linguaggi e spazi contemporanei, come i social network, e non limitarsi ai canali tradizionali. Per lui, stare vicino alle persone dove si trovano – anche online o in palestra – era parte della sua missione evangelica. 
L’addio al sacerdozio e il futuro di don Alberto Ravagnani
La decisione di lasciare il sacerdozio a 32 anni chiude un capitolo intenso e controverso della sua esperienza ecclesiale, che ha lasciato un segno profondo in tanti giovani e ha sollevato interrogativi sulla natura della comunicazione religiosa nell’era digitale.
Non è ancora chiaro quale sarà il percorso personale e professionale che Ravagnani intraprenderà dopo questa scelta, né come evolverà il dialogo con i tanti che lo hanno seguito in questi anni. Ciò che resta, tuttavia, è una figura che ha cercato di ridisegnare i confini tra fede, comunità e media contemporanei, con tutti i rischi e le opportunità che una simile sfida comporta.
Redazione Online
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