
Nel centesimo anno dalla nascita di Gianni Rodari, celebrato ieri, si riscopre il forte legame di Uboldo col famoso scrittore di libri per bambini.
Un legame che affonda le radici nella Cascina Regusella, dove aveva cominciato a insegnare. Nel 1941 vinse il concorso per maestro elementare e incominciò come supplente proprio alla scuola della frazione (anno scolastico 1942/1943). Una prestigiosa presenza testimoniata, nell’ufficio della dirigenza dell’Istituto comprensivo Manzoni, dai registri di classe originali dell’epoca, scritti a mano dal maestro. Non solo: a Uboldo trovò il seme della sua futura e importante attività, quella d’inventore di alcune tra le più belle favole per bambini del ‘900. Infatti, su un quaderno appartenuto al piccolo Giampiero Zaffaroni, un alunno di Uboldo di terza classe, cominciò a scrivere gli appunti di quel “Quaderno di Fantastica” che fu la base della sua celebre “Grammatica della Fantasia”, della “poetica” delle filastrocche e delle altre opere per ragazzi.

“Quello del piccolo Giampiero è un quaderno prezioso, di cui aveva utilizzato solo poche pagine – ricorda Alessandro Colombo – Il maestro, dati i tempi di guerra e le ristrettezze economiche, pensò di riutilizzarlo rovesciandolo e iniziando a scrivervi sul retro. Certo è che Rodari non si staccò mai dai principi di Uboldo e dalle sue esperienze di maestro”.
Proprio Alessandro Colombo ha collaborato al libro sulla vita professionale di Rodari a Uboldo: fresco di stampa, è edito dall’editore di Varese Pietro Macchione, è scritto da Chiara Zangarini e s’intitola “Scritto e firmato da Gianni Rodari – Il registro di classe della terza elementare di Uboldo dove nacque ‘La Fantastica’”. Colombo ha effettuato ricerche storiche in paese, intervistando gli anziani che avevano conosciuto lo scrittore.
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