Nei giorni scorsi abbiamo letto dell’allarme lanciato ad alti livelli sul rischio che l’uomo possa perdere il controllo dell’Intelligenza artificiale, con l’appello a porre un freno al troppo rapido sviluppo che l’IA sta vivendo. Appello del tutto inutile perché ci ha pensato Trump a mettere le cose in chiaro: se gli Usa frenano, la Cina li sorpassa, per cui nessun freno, si va avanti a testa bassa. O
k, ma dove arriveremo? Davvero l’IA prenderà presto il controllo dei social riuscendo a far diventare virali le sue opinioni e i suoi post, veri o falsi che siano? Arriveremo alla guerra raccontata da Terminator e Matrix?
No, non accadrà questo, ma, se continuiamo così, succederà qualcosa di comunque molto preoccupante: non una macchina che improvvisamente proclama “devo eliminare gli esseri umani”, ma un sistema che diventa così utile, persuasivo e integrato nella nostra società che gli esseri umani finiranno volontariamente per affidargli una quantità enorme di potere. Già oggi se vogliamo cambiare un’auto o acquistare un frigorifero molti di noi scrivono le caratteristiche all’IA e lasciano che sia lei a suggerire il modello (ma siamo sicuri che lo faccia nel nostro interesse e non in base ad altri interessi?).
Più scelte le facciamo prendere, più comanda. Paradossalmente, potrebbe essere proprio questa la forma di “conquista” più plausibile: non l’IA che prende il potere con la forza, come in Terminator, ma l’uomo che glielo consegna per comodità e piacere, come nel film “Her”.
Piero Uboldi


