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Tragedia sul campo da basket, morto Alessio Allegri, stella della Osl Garbagnate

Alessio AllegriAggiornamento (18 dicembre). Garbagnate: i funerali di Alessio Allegri, morto su un campo da basket a Rho

Un malore in campo durante la partita di basket, da cui non si è più ripreso: è morto questo pomeriggio Alessio Allegri, 37 anni, stella della pallacanestro locale.

La tragedia si è materializzata ieri pomeriggio, domenica, mentre nel palazzetto sportivo di Rho era in corso la sfida di Serie C Silver tra Osl Garbagnate e La Torre di Torre Boldone (BG).

Alessio Allegri era in campo, ha fatto appena in tempo a rendersi conto di una difficoltà, ha cercato di richiamare l’attenzione alzando un braccio poi si è accasciato sul campo di gara. 

Il match valido per la 12esima giornata del campionato di serie C Silver è stato sospeso sul punteggio di 27 pari, mentre si avviava la macchina dei soccorsi.

Subito soccorso dai medici in campo che hanno iniziato le manovre di rianimazione, Alessio Allegri è stato quindi trasferito d’urgenza all’ospedale Sacco di Milano.

 Lunedì pomeriggio purtroppo è giunta la notizia del suo decesso.

Alessio Allegri, classe 1982, era uno dei giocatori più noti nelle minors lombarde.

Per almeno due motivi.

Il primo? Il suo sconfinato amore nei confronti dell’OSL che non ha mai abbandonato nonostante tutti lo avrebbero voluto nella loro squadra, anche in categorie superiori. Perché era davvero forte. Non ha mai ceduto alle “sirene” (e ai soldi) dei tanti che lo hanno cercato.

Poi ad un certo punto non lo hanno cercato nemmeno più. Inutile, l’OSL non la avrebbe mai tradita. E poi era conosciutissimo (e temutissimo dalle difese di mezza regionae) perchè ha segnato e tanto in tutte le categorie in cui ha militato, dalla D alla C Gold. E c’è da essere sicuri che se avesse giocato anche in B non avrebbe mai abbassato la sua media realizzativa (quest’anno di 17 punti).

Immarcabile, fortissimo in penetrazione, buon tiro da 3. Faceva sempre canestro. Solista fantastico, ma altrettanto fantastico uomo squadra, uomo società. La classica “bandiera”. Insegnava basket ai più piccoli.

E soprattutto spirito d’appartenenza in una società in cui lo spirito d’appartenenza conta tanto. Sportivo esemplare poi, mai un gesto fuori posto.

Deteneva un record.  Lo disse qualche anno fa in una intervista che concesse a Il Notiziario. “Sono l’unico giocatore di basket con un soprannome di un calciatore”. Lo chiamavano tutti Koeman. E sarà difficile dimenticarlo…

Appena pochi giorni fa un altro lutto aveva colpito lo sport locale con la morte di Mauro Marazzi, stella del Baseball Senago (CLICCA QUI PER L’ARTICOLO) 

 


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