Bollate, Giorgia e Giulia: le nuove sorelle del softball. Che Bollate sia la capitale italiana del softball, questo è noto a tutti.
Due squadre in Serie A1: il Bollate Softball 1969, campione d’Italia e d’Europa (quest’anno sponsorizzato Quick Mill), e il New Bollate, tornato in A1 nel 2025 e deciso a rimanere nel softball che conta. Oltre alla quantità industriale di scudetti — 88 tra prima squadra, juniores, under e cadette — c’è un’altra prerogativa che contraddistingue lo sport del “batti e corri” bollatese: la “familiarità dei protagonisti”, intesa come parentela.
Bollate softball, Giorgia e Giulia Colino
Chi non ricorda, nel baseball, i fratelli Soldi, i Marazzi, i Bortolomai, i Re, i Cogni eccetera; e la stessa cosa vale nel softball, con le sorelle Soldi, Pregnolato, Cecchetti, oppure con genitori, figli e nipoti che si sono tramandati la passione per questo sport che il sabato e la domenica attira, in questa pigra Bollate, molti appassionati nella struttura sportiva di Ospiate.
È il caso delle sorelle Colino, due ragazze dalla faccia pulita, figlie della grande Stefania Breda, che oggi sono protagoniste in Serie A1 con la casacca del New Bollate, targata Lacomès, che naviga nella parte alta della classifica. Giorgia, classe 2010, casacca n° 24, mancina, gioca in posizione 2 (catcher); Giulia, classe 2008, casacca 39, anche lei mancina, gioca esterno sinistro. Sono le due giocatrici che aprono il line-up del New Bollate. Medie di tutto rispetto: Giorgia .367 di media battuta, 18 battute valide e 7 punti battuti a casa; Giulia .214 di media battuta, 9 battute valide e 5 punti battuti a casa.
A che età avete iniziato a giocare a softball?
Giulia: “Ho iniziato all’età di quattro anni”. Giorgia: “Anch’io ho iniziato quando avevo quattro anni, ma due anni più tardi, perché sono più giovane di mia sorella”.
Chi è stato il primo allenatore?
Entrambe: “Il nostro istruttore è stato Guido Soldi, a cui dobbiamo molto”.
Perché avete scelto il softball e non un altro sport?
Entrambe: “Perché la mamma ha giocato a softball e volevamo emularla”.
Voi siete studentesse: a proposito, in quale ramo?
Giorgia: “Frequento le medie superiori, ramo Chimico-Biologico”. Giulia: “Sono studentessa di Telecomunicazioni”.
È facile o difficile conciliare scuola e sport?
Entrambe: “È un po’ faticoso, ma dai, i risultati sono buoni, anche se a volte, dopo gli allenamenti, bisogna riprendere quello che si era interrotto”.
È un vantaggio avere la mamma in campo come coach o vi crea imbarazzo?
Entrambe: “Dipende: a volte ci innervosisce, altre volte è uno stimolo”.
A casa commentate le partite o tutto rimane nello spogliatoio?
Entrambe: “Eccome se le commentiamo, anche animatamente!”.
Cosa si prova dopo una sconfitta?
Giulia: “Sono scontenta”. Giorgia: “Amarezza, perché sai che comunque hai dato il 100%”.
Avete avuto qualche modello che vi ha ispirato?
Giorgia: “Gioco nello stesso ruolo, per cui ti dico Elisa Cecchetti del Bollate Softball e Marta Gasparotto del Forlì”. Giulia: “I miei modelli sono Giulia Longhi, anche lei del Bollate Softball, ed Erica Piancastelli del Forlì”.
Fatemi un nome di una lanciatrice ostica tra le avversarie.
Giulia: “Sono spesso in difficoltà sui lanci della Guevara del Caronno”. Giorgia: “Soffro molto i lanci di Ilaria Cacciamani, del Forlì e della Nazionale Italiana”.
Il lancio che vi mette in difficoltà?
Entrambe: “Non c’è un lancio in particolare: spesso dipende dal nostro stato d’animo e da come siamo concentrate”.
Avete un amuleto o un rito scaramantico prima di entrare in campo?
Entrambe: “Indossiamo sempre lo stesso top e lo stesso paio di calzini”.
Sentite il tifo del pubblico? Vi stimola o vi toglie concentrazione?
Giorgia: “A volte disturba, a volte ti sprona”. Giulia: “Non sopporto quando uno spettatore ti dice cosa avresti dovuto fare”.
Pensate di giocare a lungo?
Entrambe: “Assolutamente sì”. Com’è il rapporto con la Nazionale? Entrambe: “Abbiamo fatto parte dell’Under 18 per l’Europeo del 2022 e siamo in attesa della convocazione nell’Under 22”.
Vi piacerebbe un’esperienza in un campionato estero?
Entrambe: “Sì, ma ci penalizza un po’ l’inglese”.
Che impressione vi hanno fatto le due giocatrici statunitensi — Kortokrax (Ohio), seconda base, e Lopez (Arizona), lanciatrice straniera per Gara 2 — arrivate quest’anno a rinforzare una squadra già forte in partenza?
Entrambe: “Sono ottime giocatrici, soprattutto Kortokrax con i suoi fuoricampo, e poi sono anche simpatiche”.
Cosa fate nel tempo libero, ammesso che ne abbiate?
Entrambe: “Ci riposiamo”. Mare, montagna o città d’arte? Entrambe: “Mareeeee!”.
Il piatto preferito?
Giulia: “Le lasagne della mamma”. Giorgia: “La carbonara di papà”.
Vostra nonna sempre in tribuna, papà che passeggia nervosamente lungo la recinzione: incrociate mai gli sguardi?
Entrambe: “Qualche volta con la nonna; con papà spesso, perché si mette nell’angolo, a fianco del dugout”.
Giorgia, fai una domanda a Giulia.
“Giulia, quando smetti di parlare mentre dormi?”. Giulia, fai una domanda a Giorgia. “Giorgia, perché prendi sempre i miei vestiti?”. Le lascio andare, perché mi sono accorto di averle sottratte al giusto riposo troppo a lungo.




