
Dalla giornata di domani, 5 novembre, fino al 3 dicembre, entrerà in vigore il nuovo dpcm emanato dal Governo Conte. Come visto in articoli precedenti, con questo nuovo decreto l’Italia è stata divisa a seconda della situazione contagi e non è ancora stato stabilito ufficialmente (serve apposito decreto del ministro della Salute) se la Lombardia, o parti di essa, verrà inserita tra i territori della zona rossa, cioè quella ad alto rischio, come è molto probabile.
Ecco una sintesi elaborata delle norme comportamentali da tenere e dei divieti imposti dal nuovo dpcm, diffusa dal consigliere regionale di Lazzate, Andrea Monti.
Ovviamente rimane l’obbligo di indossare la mascherina all’aperto e al chiuso e di mantenere sempre la distanza interpersonale di 1 metro.
Per quanto riguarda gli spostamenti, in tutta Italia, dalle ore 22 alle ore 5, sono consentiti solo gli spostamenti motivati da comprovate esigenze lavorative, di salute o comunque necessarie. Sarà quindi sempre consentito il rientro presso il proprio domicilio. Viene poi ridotta la capienza sui mezzi pubblici al 50%, esclusi però gli scuolabus.
Nelle zone rosse, è vietato entrare ed uscire dal territorio ed è obbligatorio rimanere a casa: sono vietati gli spostamenti con ogni mezzo pubblico o privato, anche all’interno del proprio comune di residenza. Per le zone arancioni invece è vietato entrare ed uscire dal territorio ed è vietato uscire dal comune di residenza, ma non è obbligatorio rimanere in casa.
Per la questione commercio, in tutta Italia nel weekend rimarranno aperti solo i supermercati, le farmacie, i presidi sanitari, i tabacchi e le edicole. Rimangono chiusi i centri commerciali e le medie e grandi strutture di vendita. Per i commercianti è poi obbligatorio esporre all’esterno dei propri esercizi un cartello con il numero massimo di persone consentite all’interno. Stop a fiere e sagre. Nelle zone rosse i negozi rimangono chiusi sempre, salvo quelli di generi alimentari e di beni di prima necessità, le farmacie, le parafarmacie, i tabacchi, le lavanderie, le edicole, le pompe funebri, i parrucchieri e i barbieri.
Bar, pub, ristoranti, gelaterie, pasticcerie e tutti i servizi di ristorazione resteranno chiusi nelle zone rosse e arancioni, ma potranno effettuare consegne d’asporto fino alle 22. Per il resto d’Italia i servizi di ristorazione potranno rimanere aperti fino alle 18, con l’obbligo di limitare ad un massimo di 4 persone la consumazione al tavolo, potendo effettuare sempre le consegne a domicilio e solo fino alle 22 quelle da asporto. È vietato consumare cibi e bevande in luoghi pubblici o aperti al pubblico dopo le 18; garantiranno invece un servizio continuato gli esercizi di somministrazione degli alimenti e bevande negli ospedali, negli aeroporti e nelle aree di servizio.
Per tutta l’Italia sono sospesi eventi e competizioni sportive non di carattere nazionale. Resteranno chiuse le palestre, le piscine, i centri di benessere, i centri termali e gli impianti sciistici. È consentita l’attività sportiva e motoria all’aperto e mantenendo il distanziamento di sicurezza di almeno 2 metri. Nelle zone rosse sono sospesi tutti gli eventi e le competizioni organizzate dagli enti di promozione sportiva, sarà comunque consentito lo svolgimento di attività sportiva esclusivamente all’aperto, in forma individuale e in prossimità della propria abitazione.
Verrà applicata la didattica a distanza per tutte le scuole superiori sul territorio nazionale; è consentita invece la didattica in presenza per scuole materne, elementari e medie, ma con l’obbligo di indossare la mascherina solo dai 6 anni in su. Stop alle gite scolastiche. Solo per le zone rosse invece la didattica in presenza è garantita dagli asili nidi fino alla prima media, per tutto il resto didattica a distanza.
Sospese le attività dei parchi di divertimento e tematici; chiuse le sale giochi, le sale scommesse, le sale bingo e i casinò; chiusi i cinema e i teatri; sospesi i concerti, le mostre e i servizi di apertura al pubblico dei musei; sospesi i convegni e i congressi. Garantite le funzioni religiose con la partecipazione di persone, che si dovranno svolgere nel rispetto dei protocolli sottoscritti dal Governo e dalle rispettive confessioni. Sono vietate le feste nei luoghi al chiuso e all’aperto, anche quelle conseguenti alle cerimonie civili e religiose.
Tutti i divieti validi nelle zone rosse e arancioni valgono per 15 giorni, fino al 20 novembre, salvo ulteriori rinnovi.


