Qualche giorno fa, durante la visita a un’azienda dismessa del settore tessile, il titolare ci ha spiegato che il lavoro nei primi anni del 2000 abbondava. Poi, nell’ambito degli accordi per l’adesione della Cina all’Organizzazione Mondiale del Commercio, furono tolte dalla Ue le quote d’importazione dall’Estremo Oriente. Risultato: il lavoro crollò in pochi mesi, i clienti corsero tutti in Cina e nel giro di pochi anni l’azienda dovette chiudere. Allora, incuriosito, sono andato a cercare un po’ di dati: nel 2000 l’Italia importava dalla Cina 7 miliardi di merci e ne esportava 2 e mezzo, con un saldo negativo di 4,5 miliardi. Nel 2011 l’Italia ha importato merci per 29,6 miliardi esportandone per 10 miliardi. Il “buco” nei nostri conti è salito da 4,5 miliardi all’anno a 19,6 miliardi all’anno. Ossia ogni anno escono dal “Sistema Italia” soldi pari al valore di una manovra finanziaria.
Ora mi chiedo: chi ci ha guadagnato da questi accordi? Perchè la Ue li ha sottoscritti? Ci sono costati decine di migliaia di posti di lavoro e ci stanno impoverendo enormemente. Certo, oggi possiamo acquistare le magliette a 5 euro, ma non riusciamo a capire che i soldi che risparmiamo oggi poi li dobbiamo versare comunque in tasse per colmare il “buco” della nostra economia, e in più abbiamo perso un’enormità di posti di lavoro.
Tuttavia, io non credo che l’Unione Europea sia governata da stupidi: se ha firmato quell’accordo, è perché qualcuno deve averci guadagnato. Ma chi? Forse le multinazionali? Ho il sospetto che a noi cittadini ci abbiamo buggerati ancora.
Piero Uboldi
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