“Ci siamo svegliati poco dopo le tre di notte per un gran boato – commenta Paola La Rosa – E’ stato tremendo: sembrava una bomba”; “Abbiamo avuto un risveglio traumatico: un’esplosione così non c’era stata nemmeno l’ultima volta che avevano fatto saltare il bancomat”. Di questo tono i commenti di chi abita in piazza Repubblica e in vicolo Torre a Uboldo, dove stanotte è stato commesso l’ennesimo assalto alla filiale della Banca Popolare di Milano di via Italia: una banda ha fatto esplodere di nuovo il bancomat, ma stavolta è stata semidistrutta la filiale. Orchestrando il piano nei minimi dettagli, i malviventi hanno utilizzato una bombola del gas per far esplodere l’impianto. Ma qualcosa non è andato per il verso giusto: forse ne hanno introdotto troppo, esagerando, fatto sta che la deflagrazione ha quasi distrutto l’intera sede dell’istituto di credito, provocando decine di migliaia di danni. Recuperato il bottino, qualche migliaio di euro contenuti nel bancomat, la banda si è data alla fuga mentre sul posto si precipitavano i carabinieri e i vigili del fuoco di Saronno, che hanno verificato se la struttura fosse stabile, dato che sopra la banca abitano molte famiglie.
La BPM è ridotta in pessimo stato, del tutto inagibile perché possa riaprire lunedì: “Le vetrine antisfondamento sono in frantumi – riferisce Piero Zucca, coordinatore della Protezione civile, la cui sede si trova nelle vicinanze – I controsoffitti sono crollati, ci sono parecchi danni ai muri, si sono disintegrati pannelli, insegne, arredi e attrezzature”. In effetti, lo scenario che si è presentato ai residenti usciti in strada e alle forze dell’ordine sembrava di guerra: l’esplosione ha catapultato detriti in tutta la piazza, tanto che se fosse successo in pieno giorno qualche passante avrebbe potuto ferirsi gravemente. “Hanno causato almeno 70mila euro di danni per rubare 5/7mila euro di contanti”, riferisce chi è intervenuto per mettere in sicurezza l’area.
L’ultima volta che i malviventi avevano colpito nella stessa banca, era stato l’ottobre dell’anno scorso, quando i danni erano stati decisamente più contenuti.
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